Cronaca

Anziani maltrattati e picchiati nella casa di riposo: tre condanne per quindici anni di carcere

La sentenza del processo a carico dei titolari e di un'operatrice sanitaria della struttura Villa Serena San Raffaele onlus di Terracina

Tre pesanti condanne hanno chiuso questa mattina il processo a carico delle tre persone colpite da ordinanza di custodia cautelare il 22 dicembre scorso per i maltrattamenti sugli anziani ospiti della casa di riposo Villa Serena San Raffaele Onlus di Terracina.

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese, davanti al quale si è svolto il processo con rito abbreviato, ha condannato Raffaele Monacelli a sei anni e otto mesi di carcere a fronte di una richiesta di sei anni del pubblico ministero Marco Giancristofaro; Narcisa Urzache a cinque anni e quattro mesi mentre l’accusa ne aveva chiesti quattro; Camelia Luminita Safta a due anni e dieci mesi rispetto ai due anni e otto mesi chiesti dal pm.

I tre – il primo reale gestore della struttura socio-assistenziale, la seconda presidente della onlus e titolare formale della struttura, la terza operatrice sanitaria – erano accusati a vario titolo di maltrattamenti, minacce e somministrazione abusiva di farmaci ai danni di anziani. A scoprire quanto accadeva tra quelle mura era stati i militari della Guardia di finanza che partendo da un'attività ispettiva fiscale e in materia di lavoro sommerso oltre ad accertare l'impiego di cinque lavoratori in nero, tra cui due clandestini successivamente segnalati per un decreto di espulsione dal territorio italiano, avevano scoperchiato un sistema di maltrattamenti fisici e psicologici ai danni degli ospiti della struttura. Anche grazie ai filmati delle telecamere installate è stato possibile documentare in modo inequivocabile come gli anziani fossero costretti a vivere in uno stato di costante soggezione e paura, oltre che di disagio psico-fisico, con costanti episodi di ingiurie e minacce, violenze, offese e insulti. In alcuni casi, per mettere a tacere i degenti, venivano somministrati farmaci inappropriati o in modo superficiale, ricorrendo spesso all'uso della forza. In altre circostanze, per far cessare le lamentele degli anziani, questi ultimi venivano minacciati di subire punture di farmaci non meglio precisati oppure di essere esposti alle intemperie dell'esterno. Assolutamente ignorate inoltre tutte le prescrizioni imposte dalla emergenza sanitaria per la prevenzione del contagio Covid visto che nessun dipendente indossava la mascherina di protezione. 

Oggi le pesanti condanne dei tre imputati, assistiti dagli avvocati Amleto Coronella, Giuseppe Mosa e Maria Cristina Vernillo.

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