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Omicidio di Elena Panetta: confermata per Riggione la condanna a trenta anni

La sentenza della Corte di Assise di Appello: il camionista di Terracina uccise la donna a Roma a colpi di piccozza

Pena confermata per Emanuele Riggione, il 44enne camionista originario di Terracina che ad agosto 2018 ha ucciso a Roma Elena Panetta durante una lite per motivi di droga. La Corte di Assise di Appello di Roma ha confermato la condanna di primo grado a trenta anni di carcere ottenuta con il rito abbreviato in sede di udienza preliminare.

Nell’udienza di ieri è stato il procuratore generale a chiedere una conferma di quel verdetto sottolineando la particolare gravità del fatto e le modalità con le quali Riggione aveva ucciso la vittima, colpendola ripetutamente con una piccozza dopo averle chiesto del denaro per acquistare altra droga, richiesta alla quale la vittima aveva risposto negativamente. Poi l’aveva abbandonata nel salotto della sua abitazione per darsi alla fuga. L’uomo aveva vagato in macchina per alcune ore poi si era costituito presso la caserma dei carabinieri di Latina confessando l’omicidio. Ieri la conferma della condanna a 30 anni ci carcere per omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi.

Non ha trovato accoglimento il tentativo della difesa di far dichiarare Riggione momentaneamente incapace di intendere e volere in seguito all’assunzione di sostanze stupefacenti, per i giudici era perfettamente in grado di capire ciò che stava facendo.

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