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Domenica, 26 Marzo 2023
Il caso / Terracina

Omicidio del sarto a Terracina, la Cassazione annulla la condanna per Faiola e la Vaceanu

In appello ai due imputati erano stati inflitti 30 e 19 anni di carcere per la morte di Umberto Esposito a Terracina

Tutto da rifare il processo a carico di Fabrizio Faiola, 36enne di Fondi e della sua compagna Georgeta Vaceanu, 26enne di origine romena, condannati rispettivamente a 30 e 19 anni di carcere per il sequestro e l’omicidio dell’imprenditore romano 82enne Umberto Esposito. La Corte di cassazione infatti ha accolto l’eccezione sulle aggravanti riconosciute dalla Corte di assise di appello ai due imputati e annullato il verdetto con rinvio ad altra sezione.

Il corpo dell’anziano era stato ritrovato nel marzo del 2017 alla periferia di Terracina. Secondo gli investigatori i due imputati avevano sedato l’82enne, poi lo avevano portato in una zona isolata alla periferia di Terracina, lo avevano incaprettato, legato a un albero e lasciato morire. L’uomo già da tempo supportava le necessità economiche della Vaceanu dandole denaro e facendole regali. I due si sarebbero impossessati anche delle carte di credito della vittima con le quali avevano effettuato alcuni prelievi e acquisti.

Nel 2020 la Corte d’assise d’appello di Roma aveva confermato la condanna a 30 anni di reclusione emessa dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Laura Campoli, nei confronti di Faiola, mentre aveva ridotto a 19 anni di carcere la pena per Vacenau con la concessione delle attenuanti generiche. Entrambi erano accusati omicidio e rapina. La Cassazione ha invece accolto l’eccezione presentata dai legali dei due imputati, gli avvocati Maurizio Forte e Benedetta Orticelli, rinviando gli atti ad altra sezione della Corte di appello per un nuovo processo.

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