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Terracina: sequestrato il cantiere all'ex Pro Infantia, sigilli della guardia costiera

Gli uomini del locale Ufficio Circondariale Marittimo hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo urgente

Sono scattati i sigilli al cantiere edilizio all'ex Pro Infantia di viale Circe a Terracina. Questa mattina, su disposizione del procuratore aggiunto Carlo La Speranza e del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, gli uomini del locale Ufficio Circondariale Marittimo hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo urgente.

Contestata, si legge in una nota della guardia costiera, “l’abusiva lottizzazione dell’area che, a seguito della dichiarata incostituzionalità del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) da parte della Corte Costituzionale, non può al momento rientrare nell’applicazione della normativa sulla rigenerazione urbana. Il Comune, pertanto, avrebbe potuto rilasciare solo autorizzazioni relative agli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, risanamento, recupero statico ed igienico e restauro conservativo, conformemente alle cosiddette “norme di salvaguardia” della Legge regionale 24/1998”.

Per l’area in questione, spiega ancora la guardia costiera, si ritiene che manchino i presupposti di legge alla base del rilasciato permesso a costruire, che autorizzava invece la demolizione e ricostruzione con modifica delle sagome, con uno evidente stravolgimento dell’attuale assetto urbanistico; “ciò avrebbe comportato una modifica di destinazione d’uso del compendio immobiliare di natura speculativa, diretta alla realizzazione di un complesso residenziale composto da due fabbricati suddivisi in cinque piani, una piscina e due campi da paddle – opere per un valore stimato di circa 40 milioni di euro”.

Per questo, sussistendo il pericolo del protrarsi e dell’aggravamento delle ipotesi di reato, attesa la comunicazione di inizio dei lavori del 29 dicembre con l’avvio delle operazioni di demolizione che avrebbero irreversibilmente eliminato lo storico manufatto, peraltro potenzialmente oggetto di vincolo monumentale - motivo per il quale sono ancora in corso accertamenti - “si è reso urgente ed indispensabile procedere al sequestro del cantiere al fine di salvaguardare eventuali interessi di Stato e di terzi”.
 

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