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Lunedì, 26 Settembre 2022
Cronaca Terracina

Inchiesta 'Free Beach', il Tribunale del riesame scarcera Roberta Tintari

I giudici della Libertà hanno annullato quattro dei cinque capi di imputazione contenuti nell'ordinanza che ha portato il sindaco ai domiciliari

Scarcerata con il solo obbligo di firma l'ex sindaco di Terracina Roberta Tintari. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Roma che ha completamente annullato alcuni capi di imputazione rispetto all'ordinanza cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota che l'aveva portata agli arresti domiciliari il 19 luglio scorso nell'ambito dell'inchiesta 'Free Beach'. Inchiesta che ha determonato la caduta dell'amministrazione comunale. 

L'indagine è scaturita da una serie di controlli effettuati dalla Guardia Costiera che hanno prevalentemente riguardato alcune aree oggetto di concessione demaniale e, successivamente, l’Arena del Molo di Terracina. Dalle verifiche sono emerse una serie di gravi reati di carattere penale in riferimento alla gestione dei servizi relativi alla balneazione, ad illegittime sanatorie riguardanti opere e manufatti insistenti sul pubblico demanio marittimo, a lavori ed opere pubbliche eseguite e commissionate dal Comune di Terracina nonché alla illegittima acquisizione e gestione di fondi economici strutturali.

Con la loro decisione i giudici della libertà hanno ridimensionato in maniera consistente le accuse a carico dell'ex sindaco. Accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Dino Lucchetti e Massimo D’Ambosio il Riesame ha annullato il capo di imputazione relativo ai contributi per il servizio di salvamento sulle spiagge vale a dire l’erogazione di 48mila euro senza che fosse indetta una regolare procedura pubblica. Il secondo capo di imputazione annullato dal Riesame è invece relativo all’autorizzazione per Ice Park mentre gli altri due riguardano le concessioni agli stabilimenti ‘Sicilia Beach’ dell’imprenditore Giampiero La Rocca e ‘Whitebeach’.

Restano invece in piedi le accuse relative alla realizzazione di un ponte ciclopedonale grazie a un finanziamento europeo, progetto che inizialmente era partito per migliorare le aree di sbarco dei pescherecci, ma poi indirizzato verso una pista ciclopedonale con un passaggio sopraelevato, accuse per le quali alla Tintari sono stati imposti gli obblighi di firma.

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