Cronaca

Terremoto nel Centro Italia, l’importante lavoro degli psicologi volontari della Cri pontina

Oltre l’intervento delle squadre di soccorritori, da sottolineare anche il lavoro dei volontari del Servizio Psicologico e Sociale della Croce Rossa: il loro compito è stato quello di facilitare le operazioni di riconoscimento delle salme da parte dei loro familiari

E’ passato quasi un mese dal tragico terremoto che nella notte del 24 agosto ha colpito il Centro Italia, e il Comitato di Latina della Croce Rossa Italiana traccia un primo bilancio del servizio reso a favore delle popolazioni di questi centri. 

Oltre le squadre di soccorritori inviate dal giorno stesso su richiesta della Sala operativa regionale, formate da operatori per le emergenze e da equipaggi di soccorso sanitario su ambulanze, merita particolare attenzione la richiesta di attivazione delle unità SeP e cioè i volontari del Servizio Psicologico e Sociale della CRI.

“Si tratta di volontari con alta formazione di base, come psicologi e operatori psicosociali, addestrati a operare in contesti emergenziali di varia natura per fornire il necessario supporto psicologico alle vittime a anche agli stessi soccorritori. Un aspetto - viene spiegato dal Comitato di Latina della Croce Rossa Italiana - che negli ultimi anni in Italia ha assunto un ruolo sempre più rilevante”.

Già pochi giorni dopo il terribile sisma, il 27 e 28 agosto, le volontarie Maria Incaldana Cattolico (Comitato Sud Pontino), Ilenia Mercuri (Comitato Latina), Valentina Pacini (Comitato Latina), in qualità di Psicologi del Servizio psico-sociale di Croce Rossa Italiana, hanno prestato il loro servizio presso l'obitorio allestito nella città di Amatrice e presso l'aeroporto di Rieti dove venivano trasportate alcune delle salme dopo il riconoscimento. Nei giorni successivi, un operatrice psicosociale, Cristina Pirillo (Comitato Aprilia) è stata impegnato per il supporto psicologico presso i campi per la popolazione allestiti ad Illica, Accumuli e Fonte del Campo.

“Il compito principale degli psicologici pontini è stato quello di facilitare le operazioni di riconoscimento delle salme da parte dei loro familiari, accogliendo questi ultimi al loro arrivo presso la postazione e fornendo loro le informazioni circa la procedura che avrebbero seguito per riconoscere i loro cari deceduti sotto le macerie. Gli psicologi hanno altresì fornito un sostegno emotivo ai cittadini che sopraggiungevano presso l'obitorio e presso l'aeroporto di Rieti.

A favore del benessere e della salute degli stessi soccorritori CRI impiegati nella zona, i volontari SeP hanno assicurato la loro presenza presso il Posto di Comando Avanzato di Amatrice, presso la Sala Operativa Regionale di Rieti e i campi per la popolazione. In questi luoghi gli esperti SeP hanno tenuto numerosi colloqui fornendo le necessarie indicazioni per prevenire ricadute negative di tipo psicologico o emotivo nei volontari.

L’attività degli psicologi pontini è stata anche assicurata con un loro specifico intervento presso i propri comitati locali nel corso dei briefing prima della partenza delle squadre Cri verso le zone del sisma e poi nei debriefing al ritorno dei volontari. Ovviamente, in base alle singole esigenze i volontari vengono monitorati anche nelle settimane successive”.

“Per me si è trattato del primo intervento in emergenza- ha spiegato la psicologa volontaria CRI Valentina Pacini -. Ho potuto verificare in prima persona quanto effettivamente il lavoro del SeP interessi trasversalmente tutte le aree di attività della Croce Rossa Italiana ed ho anche riscontrato un'accoglienza favorevole del nostro intervento da parte della popolazione e dei nostri stessi volontari”.

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