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Giovedì, 13 Giugno 2024
L'inchiesta

Torture nel carcere minorile: fra i violenti un agente di Formia, ora dietro le sbarre

L'inchiesta sul Beccaria di Milano ha portato alla luce numerosi episodi di maltrattamenti, insulti e minacce verso i detenuti

C'è anche un pontino fra gli arrestati nell'ambito dell'inchiesta sulle torture e le violenze nel carcere minorile Beccaria di Milano, conclusa ieri con 13 arresti di agenti della polizia penitenziaria. Si tratta di un 29enne originario della città di Formia, finito nell'inchiesta e ora in carcere, accusato di reiterati maltrattamenti verso detenuti, anche minorenni, all'interno della struttura.

Nella pagine dell'ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano Stefania Donadeo si ricostruiscono anche "frequenti e ripetute violenze psicologiche e fisiche e umiliazioni" consumate dagli agenti della penitenziaria ai danni di ragazzi detenuti, in gran parte stranieri, che erano sottoposti alla loro autorità ed erano  "a loro affidati per ragioni di vigilanza e custodia". Le minacce, gli insulti e le offese personali e poi le violenze, anche in gruppo, con calci, pugni e schiaffi, le minacce e le intimidazioni affinché le vittime non sporgessero denuncia.

Diversi gli episodi contestati al 29enne formiano, in concorso con altri colleghi in servizio al carcere minorile. Fra questi, l'aggressione consumata il 18 novembre del 2022 dopo un incendio scoppiato all'interno di una cella: un giovane detenuto venne aggredito da un gruppo di cinque poliziotti, tra cui il formiano. Ammanettato dietro la schiena e poi colpito a ripetizione con schiaffi, pugni, calci sulle parti intime e anche sputi. Dopo il pestaggio rinchiusero il ragazzo in isolamento per 10 giorni, senza neppure materasso, cuscino e lenzuola. In occasione di un altro violento pestaggio consumato da altri colleghi, il 29enne negò l'assistena medica al ragazzo ferito, che perdeva sangue e aveva un ematoma sull'occhio per i colpi ricevuti: "Se le è meritate", disse. In un altro degli episodi contestati, ricevuto nel suo ufficio un detenuto che era stato in isolamento, l'agente formiano lo minacciò: "Ti sparo, ti ammazzo".

Un lungo elenco di crudeltà e violenze senza limiti, venuto ora alla luce grazie a un'indagine coordinata dalla procura di Milano che ha assicurato alla giustizia i 13 agenti violenti, 12 dei quali ancora in servizio nel carcere minorile, disponendo per altri otto la sospensione dai pubblici uffici.

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