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Cronaca

Traffico di droga, blitz all'alba dei carabinieri: 13 arresti. Sono 24 gli indagati

L’attività dei militari di Perugia arriva fino nella provincia di Latina: eseguita una perquisizione anche ad Aprilia. Le accuse sono di associazione finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di quantità ingenti di sostanze stupefacenti

Coinvolge anche il territorio pontino una maxi operazione di droga dei carabinieri del Comando Provinciale di Perugia. L’attività è iniziata all’alba di oggi, lunedì 8 aprile, e oltre al capoluogo umbro sta interessando anche la provincia di Latina oltre a quelle di Caserta, Arezzo, Lucca, Pisa e Varese. 

I militari hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare, emesso dal gip del Tribunale di Perugia su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 24 soggetti indagati per associazione finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di quantità ingenti di sostanze stupefacenti., in particoalre di eroina. Nello specifico, il giudice per le indagini preliminari di Perugia, “considerata la gravità indiziaria in ordine anche al reato associativo finalizzato al traffico di sostanze di stupefacenti, ricorrendo la sussistenza delle esigenze cautelari - tra le quali il pericolo di reiterazione dei reati e il pericolo di fuga degli indagati”, si legge in una nota, ha emesso per 10 indagati la misura della custodia in carcere, per 3 la misura degli arresti domiciliari e per altri 11 la misura dell'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Dei 24 soggetti destinatari della misura cautelare 4 sono attualmente irreperibili sul territorio nazionale per i quali sono state attivate ricerche anche in ambito internazionale.

Oltre agli arresti, poi, nel corso della matinata sono state effettuate da parte dei militari del'Arma anche una serie di perquisizioni, una della queli nei confronti di una persona di Aprilia.

Le indagini dei carabinieri 

Le indagini sono iniziate nei primi mesi del 2023 e fanno seguito a quelle concluse dal nucleo investigativo perugino nei mesi di giugno e agosto del 2022 nel cui ambito erano stati complessivamente raggiunti, tra provvedimenti cautelari e arresti in flagranza, 45 soggetti, erano stati sequestrati 24 chilogrammi di eroina e 150.000 euro in contanti. Un input alle indagini era arrivato dall’arresto tra febbraio e marzo dello scorso anno di tre uomini di origini nigeriane a Terontola e Sinalunga trovati in possesso di oltre 1,5 chili di eroina; partendo da qui gli investigatori sono riusciti ricostruire una rete di connazionali, residenti a Perugia, e cittadini italiani in grado d'importare sul capoluogo umbro notevoli quantità di droga dall'estero. Le indagini sono state condotte con intercettazioni, che hanno permesso di svelare il linguaggio segreto usato dal gruppo criminale e caratterizzato da regole ben definite e rigide, e attraverso osservazioni e pedinamenti.

Il gruppo dedito al traffico di droga 

Il gruppo, unitario e piramidale, era solito utilizzare come base logistica un'abitazione presa in affitto nel centro di Perugia presso la quale sarebbero stati "stoccati" e "rivenduti", in pochi mesi, centinaia di chili di droga. “Una volta ricevuto il carico di stupefacenti - si legge ancora nella nota a firma del procuratore Raffaele Cantone -, presso l'immobile iniziava un vero e proprio ‘viavai’ di altri connazionali i quali, a loro volta e con compiti ben definiti, acquistavano considerevoli quantità di sostanza che poi veniva venduta al dettaglio attraverso di decine di pusher; proprio l'impiego di questi ultimi, utilizzati anche come vettori, consentiva quotidianamente di alimentare le "piazze di spaccio" non solo dell'Umbria ma anche quelle della Toscana, delle Marche e della Campania”.

I corrieri, al fine di eludere controlli e di finire al centro delle indagini nel tempo avevano adottato le più disparate tecniche di occultamento fino a ricorrere ai cosiddetti "corrieri ovulatori” tanto che in un in un caso era stato monitorato un soggetto (poi arrestato) che aveva ingoiato 42 involucri di eroina, trasportando così quasi mezzo chilogrammo di sostanza. Altro particolare emerso nel corso delle indagini era l’esistenza all’interno dell’associazione anche di un "chimico" deputato a testare le qualità della droga attraverso appositi reagenti e attrezzatura da laboratorio, prima di dare l'assenso alla conclusione dell’affare.

La droga in arrivo dal nord Europa e il legame con i Casalesi

Gli sviluppi investigativi hanno permesso di appurare che il principale canale di rifornimento dello stupefacente per l'associazione era il nord Europa. Inoltre, “dall’elaborazione delle informazioni raccolte sono stati testimoniati collegamenti tra l'associazione criminale di matrice nigeriana ed esponenti della criminalità organizzata campana con particolare riferimento ad un soggetto di vertice del ‘clan dei casalesi’, con specifiche attribuzioni di compiti e funzioni per lo smercio del pericoloso oppiaceo, anch'esso destinatario di misura cautelare in carcere”.

Perquisizioni e sequestri 

Nel corso delle indagini, oltre ai sequestri operati, è stato tracciato e contestato agli indagati un traffico di circa 250 chili di droga immessa sul territorio nazionale, per un valore di mercato al dettaglio stimato in 15 milioni di euro. Contestualmente agli arresti, sono state eseguite oggi anche perquisizioni domiciliari che hanno consentito di rinvenire e sequestrare in una delle abitazioni degli indagati 624 grammi di cocaina, 4,7 chili di marijuana e oltre 20.000 euro in contanti. Sono stati sequestrati anche diversi supporti informatici che saranno oggetto di successivi accertamenti.

Articolo aggiornato alle 14.30

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