Cronaca

Traffico illecito di pezzi di aerei militari, due arresti. In manette un maresciallo

In manette un maresciallo in servizio al 70° Stormo e un dipendente di una nota azienda attiva nella produzione di materiale aeronautico. Gli arresti della finanza in flagranza di reato; peculato e ricettazione militare le accuse

Due persone sono state arrestate al termine di un’indagine su un presunto traffico illecito di parti di ricambio di velivoli dell’Aeronautica Militare. In manette un maresciallo dell’Aeronautica in servizio al 70° Stormo nell’aeroporto militare "Comani" e un civile, un dipendente di una nota azienda attiva nella produzione di materiale aeronautico della zona.

I due, al termine di una delicata indagine coordinata dal pm della Procura di Varese Giulia Troina, sono stati arrestati dalla guardia di finanza di Varese in flagranza di reato, sorpresi mentre si scambiavano un pacco contenente pezzi di ricambio di aerei originali. Secondo quanto emerso in totale sarebbero cinque le persone coinvolte, 3 sottufficiali dell’Aeronautica Militari in servizio presso la caserma pontina sede del 70° Stormo e altre due persone - tra cui un uomo di Treviso - operanti nel settore dell’aviazione civile, che fungevano da intermediari per la successiva rivendita, all’estero, dei pezzi.

Il blitz, come spiegano le fiamme gialle di Varese in una nota, è scattato nella mattinata di ieri con i finanzieri che, venuti a conoscenza di una cessione che stava per avvenire all’interno della base dell’Aeronautica, sono entrati in azione, insieme ai carabinieri di Ciampino, proprio al momento dello scambio tra il maresciallo e il dipendente della società, arrestati in flagranza di reato. Sequestrato anche un plico contenente il materiale sottratto dal magazzino della caserma del 70° Stormo per la successiva rivendita nel settore dell’aviazione civile.

Durante le successive perquisizioni, è stato sequestrato altro materiale aeronautico speciale, stoccato in 2 container e pronto per essere illecitamente ceduto.

I due arrestati, di 45 e 54 anni, conclude la nota delle fiamme gialle, dopo le formalità di rito, sono stati condotti, rispettivamente, presso il Carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere (CE) e la Casa Circondariale di Latina, a disposizione della Procura Militare di Roma e delle competenti Procure della Repubblica di Varese e Latina. Le accuse per loro sono di peculato e ricettazione militare.

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