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Traffico di auto di lusso rubate, in manette padre e figlio di Aprilia

Scoperto a Nettuno un deposito di pezzi per auto di grossa cilindrata, che poi dovevano a finire all'estero, gestito dai due pontini arrestati anche nell'aprile scorso per aver tentato di sequestrare uno straniero

Ancora guai per due pontini, padre e figli di Aprilia, già arrestati nei mesi scorsi, insieme ad un uomo di Sezze, per aver tentato di sequestrare, esplodendo anche dei colpi di pistola e ferendo la vittima ad un braccio, un cittadino di nazionalità romena colpevole di aver rubato degli pneumatici in un capannone che i tre gestivano.

Sabato scorso gli uomini del commissariato di Anzio hanno dato esecuzione a due ordinanze di misura restrittiva ai domiciliari nei confronti di padre – già ai domiciliari – e figlio – ristretto invece nel carcere di Latina per tentato sequestro di persona e lesioni aggravate -.

L’operazione di sabato è l’esito di indagini che lo scorso mese di aprile avevano portato gli agenti ad arrestare i due insieme al complice setino.

All’interno del capannone che i tre gestivano in zona Sandalo di Nettuno, sono stati trovati numerosi pezzi di auto di grossa cilindrata, motori ed altro, tutti provento di furto.

Le indagini condotte dagli investigatori del commissariato erano iniziate nel novembre 2013 quando l'equipaggio della volante, su indicazione di una società che gestisce antifurti satellitari, aveva segnalato la presenza di una Mercedes rubata qualche ora prima a Roma. In quell’occasione i poliziotti erano riusciti ad individuare un capannone nella zona Tre Cancelli di Nettuno, ove all'interno erano stati trovati, ben stipati, sportelli, cofani, tetti, cruscotti, tappezzerie e motori per autovetture Mercedes, Volkswagen ed Audi, per un valore complessivo di 300/400 mila euro.

La struttura, un vero e proprio deposito di pezzi per autovetture che poi andavano a finire all'estero, era stata sequestrata, così come il materiale rinvenuto. Le successive indagini hanno portato poi all'identificazione dei due, padre e figlio, quali responsabili di questo traffico illegale.

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