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Traffico illecito di rifiuti, primi interrogatori: i Piattella in silenzio davanti al Gip

Sono stati ascoltati questo pomeriggio padre e figlio considerati i gestori del business intorno alla cava di Aprilia, dove venivano sversati e interrati rifiuti di ogni genere. Lunedì sarà la volta di altri indagati

Primi interrogatori nell'ambito dell'inchiesta sul traffico di rifiuti intorno alla cava di via Corta ad Aprilia. Questo pomeriggio sono comparsi davanti al Gip del tribunale di Latina Antonino e Riccardo Piattella, padre e figlio di 53 e 22 anni. I due, difesi dall'avvocato D'Amico, hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il legale per il momento non ha avanzato richiesta di misure cautelari meno afflittive del carcere per i due indagati dell'inchiesta.

Secondo la ricostruzione dei singoli ruoli dei personaggi coinvolti, era proprio la famiglia Piattella a gestire il traffico e il business intorno alla cava. Antonino Piattella era considerato il "dominus dell'intera filiera", mentre il figlio si occupava di organizzare gli appuntamenti per i singoli conferimenti dei rifiuti e si occupava personalmente anche dello scarico dei materiali e dell'interramento. Un'attività alla quale collaborava anche la moglie di Antonino Roberta Lanari.

Gli interrogatori di garanzia degli altri imprenditori indagati e destinatari della misura cautelare proseguiranno anche nella giornata di lunedì. 

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