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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Europa / Viale le Corbusier

Nuovo arresto per il dipendente del Giudice di Pace. Indagati altri 3 colleghi

L'uomo era stato arrestato nell'ottobre scorso dalla guardia di finanza con l'accusa di peculato; indagati anche altri dipendenti per truffa ai danni dello stato e falso. Timbravano tutti il cartellino poi lasciavano l'ufficio

Nuovo arresto per il dipendente del Giudice di Pace finito in manette già nell’ottobre scorso con l’accusa di peculato.

Questa mattina c’è stato un nuovo blitz della guardia di finanza negli uffici di viale Le Corbusier per eseguire l’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Latina, Guido Marcelli nei confronti di D. P.

Dopo l’arresto di due più di due mesi fa, al termine di indagini avviate nel 2013, i militari hanno esteso gli accertamenti anche ad altri colleghi attraverso una serie di appostamenti e pedinamenti (corroborati da rilievi fotografici e video riprese) volti ad individuare eventuali assenze ingiustificate dal posto di lavoro.

Il riscontro effettuato con il registro delle presenze giornaliero, sul quale ciascun dipendente annota l’orario di entrata ed uscita dall’ufficio, ha permesso alle fiamme gialle di far saltare fuori una pratica purtroppo diffusa tra alcuni dipendenti i quali attestavano falsamente la loro presenza sul posto di lavoro, mentre invece si allontanavano dal posto di lavoro per tornare a casa o sbrigare altre faccende.

“Tutto questo avveniva con una complicità reciproca - spiegano dalla guardia di finanza -, come nel caso in cui un dipendente apponeva la firma al posto del collega che si era allontanato o, come rilevato nel corso di alcune intercettazioni, attraverso appostamenti da “vedetta”, al fine di comunicare al collega assente la mancata presenza di chi evidentemente era preposto al controllo”.

Al termine delle indagini, condotte dal sostituto procuratore Giuseppe  Miliano, il  gip Marcelli, ha disposto per il dipendente dell’ufficio del Giudice di Pace arrestato la misura degli arresti domiciliari con utilizzo del braccialetto elettronico, contestandogli anche il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità per aver percepito indebitamente del denaro, per il disbrigo di pratiche d’ufficio a favore di alcuni utenti, oltre ai reati di truffa ai danni dello stato, falso e distruzione documenti.

Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei giorni di prestazione dell’attività lavorativa, per due volte al giorno, prima dell’entrata e dopo l’uscita dagli uffici. per altri tre dipendenti responsabili dei reati di truffa ai danni dello stato e falso.

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