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Cronaca

Truffa, frode fiscale e tentata estorsione: arresti e maxi sequestro da 100 milioni di euro

L’operazione della Guardia di Finanza di Frosinone arriva fino nella provincia di Latina

Associazione per delinquere, frode fiscale, indebita percezione di erogazione pubbliche, trasferimento fraudolento di valori, truffa aggravata ai danni dello Stato, tentata estorsione e sfruttamento della prostituzione: queste le accuse nei confronti degli indagati di una vasta e laboriosa indagine coordinata dalla Procura di Frosinone e condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria della Guardia di Finanza di Frosinone che ha toccato anche la provincia di Latina. 

Nella giornata di oggi, 21 giugno, le fiamme gialle hanno dato esecuzione all'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali della custodia in carcere disposta dal gip di Frosinone nei confronti di due soggetti ed al contestuale sequestro preventivo di beni ammontanti a circa 100 milioni di euro nei confronti di 29 persone e delle società a loro riconducibili;. Emesso anche  l’obbligo di dimora nei confronti di sette persone mentre nei confronti di un soggetto è stato emesso il divieto di esercitare attività professionale e ricoprire uffici direttivi delle persone giuridiche per la durata di 12 mesi e nei confronti di altre 22 persone è stata disposta la misura interdittiva del divieto di ricoprire uffici direttivi delle persone giuridiche per 12 mesi. 

L’ordinanza del gip di Frosinone si riferisce delle presunte attività illecite di una associazione per delinquere posta in essere da alcuni soggetti della provincia di Frosinone, tra cui un pregiudicato, che al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali aveva fittiziamente attribuito a numerose “teste di legno” la titolarità di 23 società (delle quali ben 7 aventi sede all’estero), operanti prevalentemente nel settore del trasporto merci su strada, della vendita all’ingrosso di alimenti e bevande nonché in quello alberghiero. Le misure cautelari sono state eseguite nelle provincie di Frosinone, Roma, Latina, L’Aquila, Napoli, Caserta, Salerno, Grosseto, Terni, Bologna, Torino, Novara, Venezia e Treviso, oltre che in Slovenia, Croazia e Romania. 

Le complesse e laboriose investigazioni, viene spiegato in una nota della Procura di Frosinone, sono scaturite a seguito dell’acquisizione di un importante asset aziendale di un noto imprenditore locale operante nel settore della logistica, e sono state condotte facendo ricorso oltre che ai tradizionali metodi investigativi (osservazione, pedinamenti, escussione soggetti informati ed analisi di documentazione), anche ad attività tecniche (analisi tabulati telefonici, intercettazioni telefoniche/ambientali e telematiche) oltre che ad accurati riscontri sulle banche dati in uso alla Guardia di Finanza. Le indagini condotte dai finanziarie del comando provinciale di Frosinone hanno consentito di rilevare anche ulteriori ipotesi di reato “nei confronti di un fornitore per il finanziamento di un contratto di leasing di 5 autoarticolati per un importo di 230.000 euro, la percezione di un finanziamento coperto da garanzia statale per circa € 1.200.000; l’utilizzo/emissione di fatture relative ad operazioni per oltre 10 milioni di euro; le dichiarazioni d’intento, che si ipotizza essere fittizia, di esportazione delle merci allo scopo di effettuare acquisti di prodotti senza il pagamento dell’Iva per poter successivamente rivenderli a prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato”. Sono poi state individuate anche due case di appuntamento a Frosinone, nelle quali si ipotizza la prostituzione di alcune donne, anche straniere, provenienti da altre province.

Tra i beni sottoposti a sequestro, si segnalano quote di 30 società per un valore nominale di 1.249.700 euro, 118 conti correnti, 68 rimorchi stradali, 32 trattori stradali, 5 terreni, due capannoni industriali e 5 abitazioni di pregio, 38 autovetture e due imbarcazioni.

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