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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca Sermoneta

Falsi incidenti per truffare anziani, la tecnica è quella dello specchietto. Scacco alla banda

Tre persone sono state arrestate e sono finite ai domiciliare e altri due complici sono stati invece denunciati. Le indagini dei carabinieri partite nel 2022

Hanno portato a tre arresti e a due denunce le indagini a Sermoneta dei carabinieri nei confronti di quattro uomini e una donna ritenuti responsabili di una associazione per delinquere finalizzata alle truffe a persone anziane o comunque per altri motivi particolarmente vulnerabili. 

Il sodalizio, composto dalle cinque persone che fanno parte di un nucleo familiare rom di origine campana, era finito all’attenzione dei militari ormai dalla primavera del 2022 quando in provincia sono stati segnalati alle forze dell’ordine diversi incidenti risultati poi simulati al solo scopo di truffare gli ignari automobilisti. 

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri nel corso delle indagini, il modus operandi attraverso cui agiva il gruppo era quasi sempre lo stesso, portato a termine attraverso quella che è nota come la “truffa dello specchietto”. Avvalendosi di auto noleggiate in Campania individuavano anziani soli alla guida e inscenavano poi un finto incidente con responsabilità sempre del malcapitato di turno, poi con espedienti ormai collaudati riuscivano a convincere l’automobilista della bontà della loro richiesta di denaro, utile ad evitare un esorbitante aumento della polizza assicurativa e l’intervento delle forze dell’ordine. 

Per far sembrare tutto ancora più vero fingevano poi telefonate alle forze dell’ordine per richiedere un loro eventuale intervento sul luogo del sinistro, ma di fatto parlavano con un complice che consigliava puntualmente un accordo bonario per evitare pesanti contravvenzioni. 

Le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Latina hanno permesso non solo di ricostruire le dinamiche dei fatti ma anche di individuare le auto, gli autori e i compiti; da qui la richiesta della misura cautelare degli arresti domiciliari per tre degli autori, ritenuti più attivi e pericolosi. Il gip del Tribunale di Latina ha riconosciuto valide le motivazioni emettendo quindi il provvedimento eseguito dai militari e denunciando in stato di libertà i due complici dell’associazione. 
 

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