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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Tutor, brevetto copiato: la Corte d'Appello dà ragione a un imprenditore pontino

Alessandro Patanè di Latina rivendica la paternità del sistema di controllo della velocità applicato sulla rete autostradale. Autostrade dovrà sostituire i tutor

Una battaglia legale iniziata anni fa, tra la società Austrade e la Craft, un’azienda fiorentina titolare del brevetto del sistema di controllo della velocità il cui software era stato sviluppato da un imprenditore pontino, Alessandro Patanè. Sulla vicenda è arrivata ieri la sentenza della Corte d’Appello di Roma che ha stabilito che il brevetto del tutor della Craft è stato violato da Autostrade. I magistrati hanno ordinato la rimozione e la distruzione delle attrezzature esistenti e hanno poi previsto una sanzione civile a favore dell’azienda toscana pari a 500 euro per ogni giorno di ritardo nell’osservanza della sentenza.

Al centro della battaglia legale l’imprenditore di Latina Alessandro Patanè, titolare della Mpa Group, che insieme all’azienda Craft ha rivendicato la paternità del sistema il cui brevetto era stato sviluppato tra il 2004 e il 2008 e poi depositato. Secondo l’imprenditore si trattava di una contraffazione del sistema della Craft. E ora la sentenza della Corte d’Appello lo ha riconosciuto dando ragione agli imprenditori.

Non si è fatta attendere la replica di Autostrade che in una nota ha specificato che il Tutor non verrà rimosso ma sostituito immediatamente con un altro sistema diverso da quello attuale.

“La decisione di oggi della Corte d'Appello di Roma, che ha stabilito che i Tutor costituirebbero una forma di violazione del brevetto della Craft – si legge nella nota - sarà impugnata presso la Corte di Cassazione da Autostrade per l'Italia, le cui ragioni sono state riconosciute fondate da 4 precedenti sentenze di merito in tutti i gradi di giudizio. Tuttavia, per evitare che vengano annullati i benefici del Tutor che ha ridotto del 70% il numero di morti sulla rete autostradale, Autostrade per l'Italia si farà carico della sanzione pecuniaria prevista per mantenere attivo il sistema attuale fino alla sostituzione integrale degli apparati con altro sistema di rilevazione della velocità media, che avverrà entro tre settimane. La decisione della Corte d'Appello di Roma riconosce che non c'è stato alcun arricchimento da parte di Autostrade per l'Italia, non avendo la concessionaria ottenuto alcun vantaggio economico dall'utilizzo del sistema che ha come unico obiettivo quello di tutelare la sicurezza dei clienti, né alcun danno per Craft. Pertanto, la sentenza di oggi non prevede alcun indennizzo a beneficio di Craft per l'utilizzo del sistema”.

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