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Lunedì, 16 Maggio 2022
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Ucraina, accoglienza ai profughi in fuga dalla guerra: il Lazio istituisce l'Unità di crisi

Il presidente Zingaretti: "Un salto in avanti organizzativo per essere pronti a tutto"

La Regione Lazio istituisce l'Unità di crisi per prepararsi all'accoglienza dei profughi in arrivo dall'Ucraina. Il presidente della Regione ha annunciato la firma del decreto.

"Ho firmato il decreto con il prefetto di Roma, il sindaco di Roma, il questore, la protezione civile, l'Anci, il servizio sanitario e tutti quegli uffici che saranno utili per garantire il massimo dell'accoglienza - ha spiegato il presidente Zingaretti - Nei giorni scorsi abbiamo già inviato un carico di medicinali, abbiamo garantito agli studenti che vogliono restare nel Lazio il diritto di farlo e abbiamo già attivato una prima accoglienza per i primi cittadini che stanno arrivando. Da lunedì - ha poi aggiunto - c'è un salto in avanti organizzativo per essere pronti a tutto".

Intanto, per garantire assistenza sanitaria agli stranieri privi di permesso di soggiorno viene rilasciato un tesserino con un codice regionale individuale Stp/Eni (Straniero temporaneamente presente/ Europeo non iscritto) che identifica l'asasistito per tutte le prestazioni erogabili. E' possibile avere ogni tipo di informazione chiamando il numero verde 800.118.800. A Roma l'hub della Stazione Termini è dedicato proprio ai cittadini provenienti dall'Ucraina per i tamponi, i vaccini e il rilascio del codice Stp.

La situazione tuttavia non si preannuncia semplice anche sotto il profilo dell'emergenza pandemica. L'Ucraina è infatti un Paese in cui appena il 35% dei cittadini è coperto da vaccinazione. "Diciamo la verità - ha commentato l'assessore alla Sanità regionale Alessio D'Amato in un'intervista rilasciata a La Repubblica - non possiamo pensare di andare a rincorrere gli ucraini a Roma con la siringa in mano. Si tratta di flussi molto volatili, oggi sono qui, domani chissà. Non risolveremo le cose così. Gli ucraini si devono vaccinare. Devono farlo in primo luogo per salvaguardare la loro salute, ma anche per rispetto di tutta la comunità. L'Ucraina è una delle aree con il più basso tasso di vaccinazione in Europa, ci sono una serie di motivi, primo tra tutti quello religioso. Abbiamo vissuto queste difficoltà anche nel Lazio, non solo con gli ortodossi, anche con i Sikh. La differenza l'ha fatta il coinvolgimento delle autorità religiose. Mi appello a loro in questo momento. Il loro aiuto è fondamentale".

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