Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

“Un sentimento tenace”, presentazione del libro di Bettini e Ingrao a Sezze

Appuntamento il 14 marzo nell’ambito della rassegna de “I Venerdì Letterari al Museo Archeologico”, promossa dall'assessorato del Comune di Sezze

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Venerdì 14 marzo alle ore 18 presso il Museo Archeologico di Sezze sarà presentato il libro “Un sentimento tenace. Riflessioni sulla politica e sul senso dell’umano”.

L’evento, ad ingresso libero, rientra nella rassegna de “I Venerdì Letterari al Museo Archeologico” 2013-2014 promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Sezze.

Interverranno il sindaco di Sezze Andrea Campoli ed il Consigliere Regionale del Lazio Enrico Forte, mentre il  Consigliere Comunale Giov. Battista Giorgi curerà la presentazione dell’opera.

Il libro è frutto del carteggio tra due giganti della storia e della sinistra italiana del secondo novecento, Goffredo Bettini e Pietro Ingrao, coautori di un profondo scambio, spesso emozionante, sulla politica, l’Italia, e il ruolo delle persone.
Uno scambio di lettere avvenuto nell’arco di quindici anni, in cui i due autori riflettono sulle motivazioni profonde che li hanno mossi all’azione politica prendendo le parti dei più deboli, dei più offesi.

Si tratta di un carteggio inedito con Goffredo Bettini, cominciato con un articolo di quest’ultimo, nel gennaio 1992, dedicato a Ingrao che aveva appena annunciato che non si sarebbe ricandidato alla Camera (dove era stato eletto ininterrottamente dal ’48). Ingrao rispose con una lettera in cui racconta del suo ingresso in politica, nel tornante della guerra, dove per lui la vita stessa coincideva con la vittoria dall’oppressione hitleriana, del suo impegno civile, ma soprattutto della sua dimensione trascendente: da laico Ingrao rifiuta di frequentare il “sacro”, ma da combattente per la giustizia sente il bisogno di andare oltre il presente. E poi Bettini riscrive a Ingrao nel 2005, in occasione del novantesimo compleanno.

Lo aveva conosciuto quando era entrato nella Fgci, lo aveva seguito per anni come un maestro, fino allo scioglimento del Pci, quando il dissenso sulla “svolta” di Occhetto ruppe bruscamente ogni colloquio.

Queste lettere, però, hanno aperto un nuovo dialogo. Non più sulle scelte contingenti. Ma sul senso della politica e dell’ “umano”.

Il cinema è un altro filo che lega questo libro. Una passione comune. Bettini racconta che si iscrisse al Pci, alla sezione Campo Marzio, dove si organizzavano i cineforum, e che il suo primo compito fu appunto quello di presentare i film.

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