Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Pasticcio Urbania, Comitato Bugia Blu: “Tra maxi debiti e rate non pagate”

Il Comitato che si dice pronto, per la terza volta, ad interessare la Corte dei Conti: "Ci sono sviste, errori, ritardi numerosi e anomali per degli importi così elevati e riteniamo che le possibilità di incassare il dovuto stiano purtroppo scemando"

Torna a far sentire la propria voce il Comitato Bugia Blu, denunciando “anomalie e ritardi” in merito alla delicata questione di Urbania, gestore del servizio dei parcheggi a pagamento nel capoluogo pontino dal novembre 2009 all’ottobre 2012.

“Urbania - scrive in una nota il Comitato Bugia Blu che ripercorre tutta la vicenda - si è dimostrata sin da subito inadempiente circa la spettanza al Comune di Latina del ricavato dei parcheggi a pagamento. Ha iniziato a pagare con giorni di ritardo, poi con mesi, arrivando a maturare in poco tempo un debito consistente nei confronti del Comune di Latina che, nonostante i continui a solleciti del comitato “Bugia Blu”, si dimostrava distratto e sin troppo accondiscendente nei confronti del privato. Durante la gestione, l’amministrazione invece di far valere le norme contrattuali come avrebbe dovuto applicando prima le penali, poi il raddoppio delle stesse, e poi la rescissione contrattuale di cui all’art. 13 del Capitolato Speciale, concedeva al privato un piano di rientro e successivamente, nonostante la persistente inottemperanza  del gestore, ne concedeva pure un secondo. Ovviamente il Comune non riusciva ad incassare il dovuto e alla scadenza contrattuale si verifica ciò che questo comitato aveva segnalato più volte da tempo in diverse sedi: Urbania “scappa con il bottino” lasciando alla città un debito milionario”.

“Le sorprese non finiscono qui - prosegue la nota - perché il Comune allora prova a far valere le fideiussioni prestate da Urbania. All’atto pratico però queste si rilevano non escutibili o come disse il dirigente pro-tempore “farlocche”.  Sembra incredibile possano non essere state controllate, insieme agli altri documenti, prima dell’affidamento.

Il privato non vuole proprio saperne di pagare, ormai questo dovrebbe essere chiaro anche ai bambini. Tuttavia a più di un anno dalla fuga del gestore, il Comune di Latina da incarico al dott. Andrea Lauri di determinare il debito e il professionista con perizia datata 31/12/2013 lo stima in € 1.554.568,66. L’importo è affetto a nostro avviso da un errore di fondo per cui risulta sottostimato per € 783.800,talché protocolliamo in data  28/11/2014 in Comune una nota esplicativa con l’importo da noi determinato in € 2.134.568,66 con relativi calcoli. Dall’importo stimato dal professionista l’amministrazione detrae € 308.660 per i parcometri lasciati sul territorio in eredità dal gestore e € 170.000 per un sopraggiunto pagamento e stipula, per la rimanenza pari € 1.075.908, un ulteriore “atto di dilazione” con Urbania: 36 rate di € 29.886, ognuna da corrispondersi mensilmente dal 30.04.2014 al 30.03.2017”.

Tutto questo fino ad oggi con Urbania, proseguono ancora dal Comitato che “paga solo tre rate delle trentasei previste: un misero importo di € 89.695 su più di un milione di euro, e ci risulta che l’amministrazione abbia interessato l’avvocatura per la riscossione del credito vantato.

Ma la vicenda si infittisce di un ulteriore mistero. Leggendo l’ atto dilazionatorio si prevede che Urbania depositi apposita garanzia fideiussoria a garanzia dell’intero importo e che al mancato pagamento di due rate consecutive decadrà dal beneficio della dilazione con facoltà per il Comune di richiedere l’immediato pagamento dell’intero credito residuo. Essendo undici le rate non corrisposte e quindi ben più di due ci domandiamo: perché anche stavolta non è stata riscossa la fideiussione? E’ farlocca pure questa?

In definitiva - conclude il Comitato - ci pare evidente la facilità con cui è stato possibile prendersi gioco di questa amministrazione, da poco decaduta. Ci sono sviste, errori, ritardi davvero numerosi e anomali per degli importi così elevati e riteniamo che le possibilità di incassare il dovuto stiano purtroppo scemando con il tempo”.

Da qui la decisione di interessare per la terza volta la Corte dei Conti. “Riteniamo infatti che non sia pensabile che in vicende come questa non si possano rintracciare specifiche responsabilità e che a rimetterci siano sempre e comunque i cittadini”.

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