Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Cemento selvaggio, Pd: “No a nuove costruzioni e recuperare l’esistente”

Nuove prospettive di sviluppo sostenibile con il disegno di legge del Governo. Porcari propone un monitoraggio dell'esistente a Latina e il recupero degli edifici abbandonati o degradati

Quello che lui propone è un monitoraggio dell’esistente a Latina e il recupero degli edifici abbandonati o degradati, con l’obiettivo di porre un freno al cemento selvaggio. A dichiararlo è il consigliere comunale del Pd di Latina, Fabrizio Porcari, a commento del disegno di legge approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri con cui si tenta di porre un limite al cemento selvaggio che sta distruggendo il suolo e il paesaggio in Italia e anche a Latina.

“In questi anni si è continuato a costruire – commenta Porcari – ma c’è tanto invenduto soprattutto nelle periferie, mentre nel centro ci sono tanti appartamenti disabitati ed edifici che andrebbero riqualificati”.

Uno dei punti rilevanti del ddl sta nell’impossibilità da parte dei Comuni di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti. “Un metodo questo usato frequentemente anche a Latina – spiega Porcari – dove a fronte degli oneri di urbanizzazione pagati dai costruttori, i cittadini non si sono ritrovati, in alcune zone, né strade né marciapiedi perché quel denaro è stato sfruttato per le spese correnti: un comportamento profondamente ingiusto”.

Ma la norma proposta dai ministri va anche oltre. “L’articolo 3 mette uno stop ai cambi di destinazione d’uso per 5 anni a quei terreni per cui i proprietari hanno ricevuto finanziamenti statali o europei. L’articolo 4 del ddl prevede che debba essere prioritario il ‘recupero dei nuclei abitati rurali mediante manutenzione, ristrutturazione, restauro, risanamento conservativo di edifici esistenti e alla conservazione ambientale del territorio’”.

“Un modo per limitare il consumo del suolo e riqualificare le porzioni di territorio già urbanizzate – commenta ancora il consigliere del Pd -. Prescindendo dal Piano casa della Regione Lazio, che è una legge che favorisce soprattutto le speculazioni edilizie e non il soddisfacimento di un effettivo bisogno abitativo. Negli ultimi 10 anni la popolazione dell'Italia è cresciuta del 3% e la volumetria residenziale del 12%. La differenza è la prova della occupazione eccessiva del territorio. Si ritiene necessaria un'inversione di tendenza che privilegi il recupero e la riqualificazione del costruito in disuso o comunque in condizioni precarie rispetto a nuove costruzioni eccessive che alimentano spesso speculazioni e consumo del territorio. Pensiamo che questa amministrazione dovrebbe fare una ricognizione sul territorio comunale di quanti casali, edifici, appartamenti sono disabitati o inutilizzati e che potrebbero essere riqualificati. È necessario accertare se esiste un "deficit abitativo", cioè la determinazione della esigenza di nuovi alloggi, e l'entità dell'offerta di alloggi invenduti o comunque inutilizzati. Non serve costruire nuove case se ce ne sono tante disabitate, basta ristrutturare. In questo modo non ci sarebbe nemmeno un calo del fatturato per gli imprenditori del settore che resterebbero comunque impegnati”.

“A Latina si dovrebbe cominciare con una ricognizione dell’esistente – conclude Fabrizio Porcari – e quindi pianificare uno sviluppo sostenibile del territorio non votato al consumo del suolo tramite concessioni indiscriminate di cubature e volumetrie, ma che miri prioritariamente al recupero dell’esistente soprattutto quando è degradato. In tal senso dovrebbe elaborarsi una politica urbanistica che incentivi il restauro e il recupero rispetto alle nuove costruzioni, con provvedimenti concreti di premialità in merito ai contributi di costruzione ed eventualmente sotto altri profili edilizi e urbanistici”.

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