Cronaca

Ventotene, al via i primi lavori di messa in sicurezza del carcere di Santo Stefano

Con un arco temporale di 90 giorni per l'esecuzione si procederà alla realizzazione dei lavori di "somma urgenza" nella parte interna dell'edificio carcerario e sull'approdo

Al via i primi lavori di messa in sicurezza del carcere di Santo Stefano. E' questo uno dei punti significativi emersi dalla riunione del Tavolo Istituzionale Permanente convocata dalla commissaria del Governo per il recupero e la valorizzazione del carcere borbonico di Santo Stefano Silvia Costa. Con un arco temporale di 90 giorni per l'esecuzione, condizioni meteo permettendo, si procederà alla realizzazione dei lavori di "somma urgenza" nella parte interna dell'edificio carcerario, sulle torrette e sugli archi delle celle, porzioni del bene monumentale maggiormente deteriorate e a rischio crollo. Contestualmente verrà messo in sicurezza l'approdo della Marinella per garantire accesso sicuro agli operai, al personale incaricato e alle operazioni di scarico dei materiali necessari per gli interventi. "Trecentomila euro - si legge in una nota - è il tetto di spesa consentita per questi primi ed urgenti lavori. Interventi che verranno eseguiti nel rispetto del cronoprogramma e che sono funzionali agli obiettivi del Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis) e costituiscono un'anticipazione dei lavori di messa in sicurezza, previsti nell'ambito dell'Accordo Operativo, sottoscritto il 3 giugno scorso tra il Mibact ed Invitalia".

"Un grande lavoro di squadra - ha dichiarato la commissaria Silvia Costa - ha caratterizzato questi mesi nei quali, con il supporto del Giampiero Marchesi (Responsabile Unico del Contratto), la collaborazione del team di Invitalia e della Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti e del Comune di Ventotene, sono stati effettuati sopralluoghi, rilievi ed indagini propedeutici per i futuri interventi di messa in sicurezza degli edifici e degli approdi, della Marinella e dello Scalo 4, sull'isola di SantoStefano".

"In modo innovativo abbiamo portato avanti un processo che ha visto partecipi e protagoniste le otto amministrazioni firmatarie del Cis e che - sottolinea la commissaria - ha concretamente coinvolto la comunità di Ventotene nei workshop del 16 settembre scorso per la candidatura del Comune al Label europeo e del 17 settembre successivo, per l'ascolto e la condivisione di idee progettuali per la nuova vocazione dell'isola di Santo Stefano in un progetto integrato con Ventotene che ne è Comune, partecipato anche con lo spirito della Convenzione di Faro, di recente ratificata dal nostro Paese, nel coinvolgimento ampio dei residenti, delle associazioni culturali, delle Istituzioni, dei possibili partner ed europeo ed euromediterraneo nell'offerta e nella fruizione delle varie attività di Alta formazione, di Didattica specializzata, di Ricerca, di Residenzialità. Da oggi sull'isola di S. Stefano abbandonata da cinquanta anni, si vedranno i primi segnali dei lavori, dell'attenzione riservata al Carcere, alle sue pertinenze, nel rispetto della sua storia di dolore e di conservazione dell'autenticità dei luoghi stessi".

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