Cronaca

Santo Stefano e Ventotene sede del Centro internazionale di ricerca sulla pena

Le isole pontine sono state inserite nel progetto del Dipartimento di giurisprudenza e diventeranno luogo di ricerca e formazione

L’isola di Santo Stefano diventerà sede del Centro internazionale di ricerca sulla pena, istituto creato dal Dipartimento di Giurisprudenza il 23 giugno 2021 che avrà come obiettivo primario ripensare le modalità di gestione dell’esecuzione penale puntando su pratiche inclusive orientate al reinserimento sociale del condannato. Già dal prossimo anno il centro proporrà iniziative di ricerca e convegnistiche, in una dimensione europea, presso Ventotene e in particolare Santo Stefano, lì dove, per oltre duecento anni e fino al 1965, era attivo l'ex carcere borbonico. A presentare il progetto sono stati il Rettore di Roma Tre Luca Pietromarchi, la Commissaria del Governo per il recupero dell'ex carcere borbonico Silvia Costa e la Ministra della Giustizia Marta Cartabia, in visita sull’isola pontina. Nato dall’esperienza pluriennale del master di Roma Tre in Diritto penitenziario e Costituzione, il Centro internazionale di ricerca avrà una sede presso l’Ateneo capitolino e un’altra a Ventotene/S.Stefano e coinvolgerà il più possibile i giovani prevedendo anche residenze per studenti stranieri.

Il progetto

L’idea è di sviluppare un luogo di ricerca e formazione, in una dimensione internazionale, sui temi connessi all’esecuzione penale, privilegiando gli aspetti costituzionalistici e contribuendo alla valorizzazione dei luoghi della memoria carceraria, che hanno segnato la storia della penalità. Simbolica la scelta del luogo dove far sorgere il Centro. L’ultimo direttore del carcere borbonico di Santo Stefano, Eugenio Perucatti, fu infatti il primo ad applicare – dal 1952 al 1960 - nella gestione dell’esecuzone penale la Costituzione e non il regolamento allora vigente, nato in epoca fascista. Perucatti riuscì ad adattare la struttura alle esigenze della finalità rieducativa della pena, aprendo le celle, creando la foresteria, creando occasioni di lavoro e consentendo lo svolgimento di attività sportive. La gestione innovativa dell’ergastolo sarà oggetto di studio non solo quale luogo della memoria del dolore ma anche come sede di un tentativo di modernizzazione della gestione dell’esecuzione penale: una riflessione interdisciplinare e internazionale sulle problematiche attuali della pena. Il Centro, che sarà dotato di un Comitato scientifico, ospiterà presso la sua sede di Ventotene-Santo Stefano e a cadenza biennale, un Convegno di respiro internazionale.

I commenti

“Il Centro di ricerca “Diritto penitenziario e Costituzione - European Penological Center” del Dipartimento di Giurisprudenza – ha spiegato il Rettore di Roma Tre Luca Pietromarchi - nasce come prima attuazione di un accordo quadro tra Roma Tre, la Commissaria straordinaria Costa e il Comune di Ventotene. Promuoveremo ricerca e formazione, in una dimensione internazionale, contribuendo alla valorizzazione di un luogo straordinario per la memoria penitenziaria, qual è l’ex carcere borbonico di Santo Stefano. Siamo particolarmente orgogliosi che il nostro Ateneo dia il suo contributo scientifico alle iniziative di valorizzazione culturale di Ventotene e Santo Stefano”.

“Esprimo una grande soddisfazione per l'istituzione del Centro internazionale di ricerca sulla pena di Roma Tre a Ventotene Santo Stefano - ha sottolineato la Commissaria del Governo per il recupero dell'ex carcere borbonico Silvia Costa - primo passo dell'applicazione dell’accordo che abbiamo sottoscritto l'8 febbraio scorso a distanza, e formalizzato oggi in presenza”.

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