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Legalità / Campo Boario / Via Gran Sasso d'Italia

Consegnata alla Questura la villa confiscata alla famiglia Ciarelli: vi abiteranno otto poliziotti

Il taglio del nastro in via Gran Sasso con il prefetto Maurizio Falco, il questore eMichele Spina e il sindaco Damiano Coletta: “Una giornata simbolicamente importante”

C’è stata questa mattina la cerimonia di consegna di una villa confiscata alla famiglia Ciarelli alla Qeustura di Latina e che ora ospiterà otto tra poliziotti e poliziotte. Si tratta dell’immobile che si trova al civico 12 di via Gran Sasso d’Italia tra i quartieri Giochetto e Campo Boario.

Una cerimonia simbolica quella di oggi e una giornata importante. La villa, infatti, in uso al figlio di Carmine Ciarelli, Ferdinando detto Macù”, è stata sequestrata a seguito dell’operazione Caronte e poi confiscata e ora viene consegnata alla collettività, assegnata alla Questura che la utilizzerà per gli alloggi di servizio in uso agli agenti del capoluogo. Sviluppata su due piani all’ingresso vede un salotto ad uso comune e poi le diverse stanze, per un totale di 8 posti, cucina, servizi igienici e un giardino esterno.

Consgenata alla Questura di Latina la villa confiscata alla famiglia Ciarelli

“Oggi è un giorno simbolicamente molto importante - ha commentato il questore di Latina Michele Spina poco prima del taglio del nastro insieme al prefetto Maurizio Falco e al sindaco Damiano Coletta -. Questa è una villa dove abitavano persone che sono state condannate perché vivevano di proventi derivati da reati e invece ora vi abiteranno poliziotti e poliziotte, uomini e donne dello Stato che ogni mattina usciranno per andare a garantire sicurezza, per dare tutela, sicurezza e conforto ai cittadini. Un cambio di passo importante, una rivoluzione”.

Il questore Spina: "Oggi è un giorno importante" - Il video

“Mi piacciono giornate come queste dove dimostriamo che ci siamo, che siamo la legalità. Dobbiamo fare in modo che gli immobili confiscati non siano più cattedrali nel deserto ma il simbolo dell’avanzata dello Stato che avviene non solo con l'arresto o la condanna dei criminali ma soprattuto con il recupero dei patrimoni - ha aggiunto il prefetto di Latina -. Gli scopi sociali e l'utilizzo alle forze dell’ordine dei beni confiscati è un modo per dire ‘lo stato Stato è qua’”. Quello dei beni confiscati è un tema importante, come è stato più volte sottolineato oggi; “dobbiamo dare un segnale reale di presenza dello Stato e io sono disposto a farlo” ha aggiunto il prefetto Falco anticipando che nei prossimi giorni ci saranno altre iniziative come quella di questa mattina con la consegna di beni confiscati per un uso sociale e per le forze dell’ordine: “Quella di oggi non è una giornata spot, non è un’occasionalità, ma è figlia di un programma che stiamo portando a termine è che molto virtuoso”.

Il prefetto Falco: "Lo stato c'è" - Il video

“Una giornata importante; l’ennesima tappa che il lavoro che le forze dell’ordine, procura magistratura fanno da molti anni per garantire sicurezza nel nostro territorio. Lavoro in cui devono prendere parte anche le istituzioni attraverso scelte e comportamenti e l’affermazione del principio di legalità” ha dichiarato il sindaco di Latina Coletta. “Il riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata rappresenta una fase altrettanto significativa e in questo c'è e ci sarà sempre il massimo impegno dell'Amministrazione come nel caso di via Goya. Il riuso significa mettere il bene a disposizione della comunità. E quello di oggi ne è l’esempio” ha poi aggiunto il primo cittadino.

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