Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Aprilia

Scontano quasi 3 anni, poi vengono assolti. La difesa chiede maxi risarcimento

La Cassazione conferma l'assoluzione per tre stranieri arrestati nel 2010 per associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione e violenza sessuale di gruppo

Erano stati arrestati dai carabinieri di Pomezia nel 2010 per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione e violenza sessuale di gruppo : secondo gli inquirenti, all’interno di un comprensorio di Casalazzara si consumavano le violenze e le lucciole venivano fatte prostituire dalla Pontina, all’altezza di Aprilia, fino alla Laurentina.

Con queste pesanti accuse erano finiti in manette quattro rumeni. Tre di questi era stati condannati dal tribunale di Latina a giugno del 2012: uno a sette anni e sei mesi di reclusione, a sette anni e l’altro a sei anni e sei mesi.

La sentenza aveva escluso l’aggravante del reato associativo ma aveva preso in considerazione le altre contestazioni. Ma, a giugno del 2013 la terza sezione penale li aveva assolti con formula piena ed erano tornati in libertà. Intanto avevano scontato due anni e sette mesi di carcere.

Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di assoluzione per tutti e la difesa ha presentato un maxi risarcimento per ingiusta detenzione, per 500mila euro ciascuno.

Nel corso del processo, la ragazza che li aveva denunciati, aveva ritrattato le accuse nei loro confronti, spiegando di essere stata costretta dai suoi veri aguzzini a far ricadere la colpa su di loro, ma per i giudici del primo grado sarebbe stata una nuova versione dei fatti sopraggiunta probabilmente per paura di ritorsioni, dopo aver ricevuto minacce. 

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