Cronaca

Violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, tra le vittime anche un detenuto pontino

Marco Ranieri è tra i firmatari della denuncia che ha portato alle 52 ordinanze cautelari nei confronti di agenti della polizia penitenziaria

C’è anche un detenuto pontino tra le vittime delle violenze messe in atto dagli agenti di polizia penitenzia nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Si tratta di Marco Ranieri, 54enne pluripregiudicato del capoluogo pontino che nella casa circondariale campana sta scontando una condanna a nove anni e mezzo di carcere per un'estorsione ai danni di un inquilino dell’Ater del quale aveva occupato abusivamente l’alloggio e per spaccio di droga. 

La vicenda oggetto di indagine risale al 6 aprile 2020 quando, a seguito di una protesta scoppiata in carcere in pieno lockdown per un caso di positività, le guardie carcerarie hanno messo in atto una serie di ritorsioni picchiando i detenuti. La denuncia di questi ultimi, tra i quali c’è appunto Ranieri, ha portato all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura e lunedì sono scattate misure cautelari nei confronti di 52 agenti. Il gip ha notificato 8 arresti in carcere, 18 arresti ai domiciliari, 3 obblighi di dimora e 23 interdizioni dall’esercizio del pubblico ufficio. I reati contestati, a vario titolo, sono concorso in torture pluriaggravate ai danni di numerosi detenuti (per 41 agenti), maltrattamenti pluriaggravati, lesioni personali pluriaggravate, falso in atto pubblico (anche per induzione) aggravato, calunnia, favoreggiamento personale, frode processuale e depistaggio.

Marco Ranieri lo scorso anno nel corso di un colloquio telefonico aveva raccontato al suo legale, l’avvocato Giancarlo Vitelli, di essere stato picchiato in maniera violenta.

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