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Cronaca Sabaudia

Botte e violenze sessuali perché voleva un figlio maschio, il racconto della vittima

La donna di Sabaudia a maggio aveva fatto arrestate il marito dopo anni di maltrattamenti

Ha confermato tutto quello che aveva raccontato agli investigatori della Squadra mobile alla fine di maggio, quando, stanca di aggressioni ripetute, insulti e offese, botte e violenze sessuali avvenute anche durante la gravidanza ha deciso di denunciare il marito, 35 anni, e di farlo arrestare. La donna di nazionalità indiana è stata ascoltata in sede di incidente probatorio dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Latina Pierpaolo Bortone.

La vittima ha raccontato come il suo incubo sia iniziato poco dopo il matrimonio e come i maltrattamenti e le violenze siano andate aumentando negli anni. “La sua rabbia – ha raccontato – era scatenata dal fatto che voleva a tutti i costi un figlio maschio e invece abbiamo avuto due figlie femmine”.

L’uomo, bracciante agricolo a Sabaudia tuttora detenuto in carcere, la costringeva inoltre ad avere rapporti sessuali e di fronte a un rifiuto la picchiava con schiaffi, calci e pugni arrivando perfino a utilizzare una mazza da baseball. Gli investigatori hanno trovato riscontri al racconto della vittima grazie alla testimonianza del fratello della donna e all'acquisizione dei numerosi referti medici e delle foto che immortalavano le lesioni, i lividi, le contusioni dovute alle botte. Ieri il drammatico racconto in aula in modalità protetta alla presenza del pubblico ministero Antonio Sgarrella e dei legali dell’imputato, gli avvocati Luca Giudetti e Giuseppina Tenga. Dopo questo passaggio sarà il rappresentante dell’accusa a chiudere l’indagine e chiedere il rinvio a giudizio del 35enne.

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