Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Centro / Viale Giuseppe Mazzini

Scuole, colpo di scena: niente sede di viale Mazzini per il V. Veneto

Lettera del dirigente provinciale con cui annuncia che le aule di viale Mazzini saranno destinate ad altri istituti. Sdegno da parte della consigliera Zuliani

Niente da fare. Gli studenti del Vittorio Veneto non faranno ritorno nella loro sede storica di viale Mazzini. È questo l’ultimo colpo di scena che arriva poco dopo il Consiglio comunale di due giorni fa durante il quale era stato approvato un ordine del giorno con cui si dava mandato al sindaco di Latina di intervenire presso l’amministrazione provinciale di Latina per garantire il ritorno dell’istituto di ragioneria nella sua sede di sempre.

Eppure sembra che il destino del Vittorio Veneto sia quello si restare lontano da viale Mazzini.

“Il giorno stesso in cui il Consiglio comunale dava mandato al sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi per intercedere presso la Provincia per lasciare che i ragionieri continuassero a studiare nella sede storica al centro di Latina – spiega la consigliera comunale del Pd, Nicoletta Zuliani - , da Via Costa partiva una lettera indirizzata al dirigente del Vittorio Veneto in cui si legge: ‘Per quanto riguarda la parte agibile dell’immobile scolastico di Viale Mazzini, si sta provvedendo a renderla disponibile, in via del tutto temporanea, per quegli istituti interessati da un forte incremento di iscrizioni e che non hanno piena capienza nelle sedi originarie di assegnazione. Tale intervento comunque non precluderà il restante della struttura di circa 40 aule oltre uffici e servizi allorchè saranno finanziati e ultimati i lavori, venga assegnata e utilizzata da altro istituto di istruzione secondaria superiore’. Un atto firmato dal dirigente, per cui non si conoscono le vere intenzioni dell’assessore”.

È uno  scandalo: le affermazioni fatte o le cose lasciate intendere dell’amministrazione provinciale erano tutte rivolte alla conferma dell’istituto Vittorio Veneto nell’edificio, di Via Mazzini. Adesso veniamo a sapere di una volontà completamente diversa" ha commentato indignata la Zuliani.

"L’amministrazione provinciale non si può permettere di essere ambigua o bugiarda nei confronti dei cittadini; è situazione nella quale un ente locale ha il dovere di essere esplicito, veritiero e motivare le sue decisioni che devono essere condivise con le parti interessate. La politica – prosegue la consigliera comunale - si riappropri delle sue prerogative: dimostri di saper prendere delle decisioni a favore dei cittadini e di non essere assoggettata da altre linee o altre forze interne all’amministrazione di cui non si capisce la paternità. Questi atteggiamenti aumentano il divario tra politica e cittadini che si distaccano da essa e la disprezzano”.

Proponiamo un cambio di stile verso la gestione democratica delle decisioni di una comunità. Capiamo che può risultare difficile rispetto al vecchio modo di fare politica – conclude la Zuliani -, ma si tratta di nuovo bisogno e disattendere questa sacrosanta esigenza di partecipazione sancisce la fine del rapporto fiduciario tra questi eletti ed i loro elettori”.

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