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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cucina

Eccellenze pontine: il cocomero, o anguria pontina

Il frutto estivo per eccellenza, amato da grandi e piccini vede nell’agro pontino una produzione tra le migliori d’Italia e più all’avanguardia

È detta il Triangolo D’Oro la zona tra Sabaudia, San Felice e Terracina/Fondi dove si producono gran parte dei cocomeri nell’Agro Pontino, che arrivano di ottima qualità anche da Aprilia e Campoverde. Una terra, la nostra, che più di tutte in Italia è vocata a questa coltivazione, infatti provengono dall'agro pontino il 25% delle angurie consumate in tutta Italia, una produzione quindi che copre da sola un quarto del consumo nazionale, secondo i dati ISTAT.

Sperimentazione e tecniche di coltivazione sempre aggiornate

Grazie al terreno ricco di acqua e sali minerali, l’agro pontino si presta meglio di altri alla coltivazione del cocomero, detto anche anguria. Le tecniche di coltivazione sempre più aggiornate e attente alla naturalezza e alla qualità del prodotto, permettono col tempo di avere cocomeri di differenti tipi sin da maggio e fino a settembre inoltrato, contrariamente a quanto accadeva prima, quando i cocomeri si trovavano solo a luglio e agosto. La coltivazione si avvale di uno scrupoloso controllo e bilanciamento degli elementi del terreno, procede inoltre con innesti naturali di piante che giungono dal nord America per realizzare le qualità Zodiac e Caravan per le coltivazioni in serra, Sentinel e Melania in campo aperto. Questa grande attenzione alla produzione ha permesso di realizzare frutti di svariati formati che pesano dagli otto ai dodici chili, fino ad arrivare alla recente varietà Single, cocomeri piccolini che pesano dai 600 ai 900 grammi. La sperimentazione iniziata in Giappone, e conclusasi felicemente in agro pontino ha portato alla realizzazione dell’anguria gialla, chiamata anche cocomera gialla, coco-ananas o cocomero giapponese, che nell’aspetto esterno si presenta molto simile al classico cocomero rosso, ma che nel gusto trova tutta la sua particolarità: la polpa gialla e croccante ha un sapore che ricorda il mango, e offre un retrogusto di ananas e fico d’india. È stato avviato il processo per il riconoscimento IGP per l'anguria pontina.

Un frutto dalle antiche origini e mille proprietà nutrizionali

Sembra che il cocomero sia conosciuto e apprezzato sin dai tempi antichi, citato persino nella Bibbia arrivò in Italia dai paesi del centro Africa ben 2000 anni fa, in piena epoca Romana, si è poi diffuso in tutta Europa dall’Anno Mille con le prime Crociate. Ritenuto il re dell’estate per la dolcezza e la freschezza della sua polpa, è un alimento dalle tantissime proprietà: oltre a essere dissetante e povero di zuccheri, dona un senso di sazietà, quindi ottimo durante le diete, protegge il fegato e le vie respiratorie, oltre ad alleviare il senso di stanchezza e la ritenzione idrica; ma è anche ricco di vitamine A e C oltre che di potassio, sodio e fosforo. È un potente diuretico e disintossicante, il suo tipico colore rosso è dato dalla presenza di licopene, un potente antiossidante.

Come consumare il cocomero

Il cocomero, dato il suo sapore e le sue caratteristiche specifiche, si consuma fresco e senza alcuna aggiunta di limone o dolcificanti. Viene comunque spesso utilizzato per preparare frullati, confetture, sorbetti e gelati. Viene utilizzato anche nella cosmesi per le sue proprietà idratanti. Un cocomero ha raggiunto la giusta maturazione se bussando sulla buccia si ottiene un suono cupo e sordo e il suo colore è di un verde vivace.

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