La tradizione in tavola: le crostatine di Sezze con la marmellata di visciole

Un dolce tipico dal gustoso sapore dolce e acidulo al tempo stesso, adorato dai buongustai ancora oggi, è riconosciuto dall’ARSIAL come ricetta tradizionale del Lazio

Molti paesi della provincia pontina sono ricchi di storia e di tradizioni, da quelle legate al mondo contadino e folkloristico a quelle gastronomiche. Per quanto riguarda i piatti tipici e le ricette della tradizione esiste tutto un insieme di saperi che vengono tramandati di generazione in generazione, che si legano spesso a condizioni di povertà che costringevano le massaie ad aguzzare l’ingegno, o legati a particolari periodi dell’anno o ricorrenze. Tra questi possono essere certamente annoverate le crostatine alla marmellata di visciole, dolci tipici di Sezze.

La crostatina di Sezze alla marmellata di visciole

Dalla forma tondeggiante e di piccole dimensioni, le crostatine venivano preparate nelle grandi occasioni: matrimoni e cerimonie di vario tipo, sagre e feste religiose. Una preparazione assolutamente casereccia che si contraddistingue per il contrasto tra la dolcezza della pasta frolla e il sapore aspro delle visciole. La crostatina di Sezze è ufficialmente annoverata dall’ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio) tra le ricette tradizionali della nostra regione.

Una pasta frolla particolare

Rispetto alla classica pastafrolla che si prepara con uova, farina, zucchero, burro e scorza di limone, la pasta frolla delle antiche massaie setine vedeva sostituire al burro lo strutto. Il tipico colore scuro è ottenuto grazie alla spennellatura dell’uovo battuto sulla pasta.  Come per la pastafrolla, gli ingredienti devono essere lavorati per poco: lo stretto necessario affinché si amalgamino. Una volta riempiti gli stampini di pasta si può farcire con un generoso cucchiaio di confettura e decorare con striscette di pasta frolla. In forno, preriscaldato a 200°, cuoceranno per circa una mezzoretta.

La confettura di visciole

La visciola è un frutto della famiglia delle ciliegie e delle amarene, si caratterizza proprio per il gusto acidulo e il colore rosso intenso, nella provincia pontina se ne trovano nelle zone montagnose dei Lepini. La confettura, chiamata erroneamente marmellata, si realizza facendo cuocere le visciole denocciolate con lo zucchero (300 g di zucchero per 1 kg di visciole) per circa due ore, girando continuamente. Quando il composto sarà lucido si potrà versare in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati, tenendoli capovolti fino al completo raffreddamento.

Sebbene oggi siano di facile reperibilità, è un prodotto genuino, che racconta la quotidianità delle nostre nonne e ancora oggi fa gola a grandi e piccini.

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