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La tradizione in tavola: le frappe, o chiacchiere, di Carnevale

Fritte o al forno, comprate o fatte in casa sono il dolce di Carnevale più celebre e gustoso, diffuso un po’ in tutta Italia

Arriva il periodo di Carnevale che porta con sé oltre ai costumi, maschere, coriandoli e stelle filanti anche le gustose frappe conosciute anche come chiacchiere.
Nei supermercati, forni e pasticcerie cominciano a farsi vedere in bella mostra i fragranti e gustosi dolciumi fatti al forno o fritti, che già le nostre nonne preparavano per la gioia di grandi e piccini.

Le origini

Chiamate anche bugie in Piemonte, Crostoli o Galani in Veneto, Cenci in toscana e Chiacchiere in diverse parti d’Italia, le Frappe (come vengono chiamate nel Lazio) sono un dolce della tradizione, tipiche del periodo di Carnevale che derivano dai frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale che durante i Saturnalia che si celebravano nell’antica Roma venivano distribuite tra la folla. Erano dolci fatti di uova e farina, ricoperti di miele una volta fritti. Nel corso dei secoli la ricetta è cambiata, il dolce è diventato più leggero ma non per questo meno gustoso e si è diffuso in tutto il Paese.

La ricetta

Fare un dolce è come un esperimento di chimica nel quale i vari sapori e le varie consistenze devono bilanciarsi perfettamente per avere il giusto sapore. Si sa le nostre nonne non erano use pesare gli ingredienti come oggi invece impone l’alta pasticceria e spesso “facevano a occhio”.
Le classiche frappe della nostra tradizione seguono questa filosofia e spesso la quantità di uova, farina e zucchero sono dettate più dal gusto personale che da una ferrea ricetta.
Per una buona quantità di frappe sono necessari:
125 g di strutto, o se preferite burro
5 o 6 uova (a seconda della grandezza)
1 cucchiaio abbondante di zucchero per ciascun uovo utilizzato (ma se preferite un impasto più dolce potere aggiungere un cucchiaio in più)
Circa 600 g di farina (ma è bene regolarsi in base all’impasto)
La scorza grattugiata di 1 limone
2 cucchiai di rum o altro liquore
zucchero a velo

La preparazione classica

Su una spianatoia create la classica fontana con parte della farina e al suo interno rompete le uova, aggiungete lo zucchero, il rum, la scorza di limone e lo strutto squagliato a bagnomaria o al microonde. Il consiglio è di creare una fontanella abbastanza ampia e che riesca a contenere il quantitativo di liquidi.
Con una forchetta iniziate a sbattere le uova e il resto dei liquidi inglobando poco alla volta la farina, aggiungetene se occorre. L’impasto prenderà pian piano consistenza fino a poter essere lavorato a mano.  Continuando a impastare a mano si otterrà un impasto omogeneo e non appiccicoso.

Dividete l’impasto in palline da stendere con il mattarello in sfoglie di 3-4 millimetri di spessore, con la rondella dentellata tagliate le sfoglie in quadrati o rettangoli sui quali incidere due taglietti verticali. Lo spessore delle frappe e le loro dimensioni possono seguire il gusto personale: l’ideale sarebbe ottenere delle frappe sottili ma resistenti.

Nel frattempo preparate un padella capiente con dell’olio di arachide per friggere. Quando la temperatura sarà ottimale, ovvero quando immergendo la frappa comincerà subito a sfrigolare, potete iniziare a friggere. Mantenete ciascuna frappa immersa nell’olio circa un minuto o due per lato (a seconda dello spessore) senza girarla troppe volte altrimenti si rischia di farla accartocciare.

Scolate su carta assorbente e spolverate le frappe di zucchero a velo su entrambi i lati.

Per chi desidera una cottura più light è possibile cuocere le frappe al forno su cartaforno bagnata e strizzata per 10 minuti a circa 200°.

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