Cucina

Eccellenze pontine: le lenticchie di Ventotene

Un legume gustoso e nutriente che nell’isola pontina viene coltivato senza l’ausilio di macchinari agricoli, come tramandano gli anziani del luogo

Tra i prodotti agroalimentari tradizionali del Lazio ufficialmente riconosciuti c’è la gustosa lenticchia di Ventotene.

La lenticchia nel corso della storia

Di piccole dimensioni, da 1 a 2.5 mm, e un colore marrone chiaro con leggere venature rosate, la Lenticchia di Ventotene si distingue dalle altre per un aroma vegetale intenso, un gusto dolce, un’ottima integrità dopo la cottura e la ricchezza di ferro data dal terreno argilloso dove viene coltivata.
Si pensa che la coltivazione della lenticchia sulla bellissima isola di Ventotene sia da far risalire addirittura ai tempi dei Romani. In realtà la lenticchia ha origini antichissime nel bacino del Mediterraneo, se ne parla addirittura nella Bibbia, e per i suoi valori nutritivi era uno degli alimenti più usati presso Greci e Romani. Sembra che a Ventotene una coltivazione più intensiva fosse praticata nell’800, che è poi diminuita nel secolo scorso con l’abbandono progressivo dell’isola.
I contadini che ancora oggi la praticano però, seguono precisamente le tecniche e le direttive degli avi, occupandosi manualmente di semina e raccolta.

Caratteristiche e coltivazione

La lenticchia è un alimento totalmente privo di grassi e glutine, altamente proteico e nutriente, che previene l’arteriosclerosi, aiuta a depurare l’organismo e contribuisce ad abbassare il colesterolo.
La lenticchia di Ventotene viene seminata tra dicembre e febbraio a seconda dell’argillosità del terreno, e il racconto avviene in giugno. Ogni fase della coltivazione viene eseguita a mano, secondo le tecniche tradizionali che gli anziani tramandano e utilizzando attrezzi agricoli artigianali. Dalla semina nei solchi fatti con sei colpi di zappa, si attende giugno in modo che le piante siano secche, si passa dunque alla loro estirpazione sempre fatta rigorosamente a mano nelle prime ore del mattino quando la brina intenerisce i baccelli bagnandoli in modo da non farli aprire anzitempo e solo successivamente si procede con la battitura delle piante con il vivillo (un attrezzo artigianale realizzato con due legni ritorti uniti da una cinghia di cuoio), infine con l’aiuto del vento si divide la paglia dai semi e si procede con la raccolta finale.

Come gustare le lenticchie di Ventotene

Le lenticchie si prestano a diverse preparazioni, oltre alla classica zuppa di lenticchie alla ventotenese, nell’isola pontina si suole abbinarle al pesce e a molluschi come cozze, moscardini e polpetti, preparando zuppe, vellutate e crostini pieni di sapori e aromi incredibili. Quel che si consiglia in ogni caso è di non tenerle a bagno prima di cuocerle per non perdere molte delle qualità nutritive del legume.

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