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Abbott, futuro incerto per il sito di Campoverde: l’allarme della Femca

Preoccupazione dopo la decisione di vendere ad una società americana un pacchetto di prodotti farmaceutici. Si profila inoltre il trasferimento della sede pontina a Roma. Chiesto un incontro urgente con la dirigenza

Futuro incentro per il sito di Campoverde ma anche per i lavoratori della Abbott. Questo l’allarma lanciato nelle scorse ore dalla Femca Cisl dopo la diffusione della notizia che la multinazionale ha ceduto alla società statunitense Mylan, un pacchetto di prodotti farmaceutici, a brevetto scaduto, per un valore complessivo di 5,3 miliardi di dollari.

“L’accordo raggiunto - spiega la Femca - prevede il trasferimento di queste attività ad una nuova società, appositamente costituita nei Paesi Bassi e la successiva fusione di Mylan con questa nuova entità. Verranno ceduti oltre un centinaio di specialità medicinali che oggi coprono le aree terapeutiche più rilevanti e sono vendute sui mercati di mezzo mondo, generando un fatturato di circa 2 miliardi di dollari l’anno. Del pacchetto faranno parte anche due siti produttivi, in Francia e Giappone, con 3800 dipendenti dei quali 2000 dedicati alla vendita.

Questo contratto, secondo gli analisti del settore, dovrebbe rivelarsi vantaggioso per entrambe le società perché Abbott avrà liquidità per far fronte all’erosione delle sue quote di mercato, specialmente in Europa, avviando investimenti finalizzati alla crescita di altre divisioni, mentre Mylan avrà consistenti risparmi avendo trasferito la sede fiscale della nuova società fuori dalla Stati Uniti. Ma se la notizia dell’accordo ha premiato nella borsa americana le due società ( + 2% Abbott”.

Che ripercussioni ha però tutto questo per il sito di Campoverde. “Per quanto riguarda la sede di Campoverde, stanno venendo al pettine tutti quei nodi che, unica organizzazione sindacale, avevamo indicato come ancora irrisolti al momento della scissione del ramo di azienda, avvenuta nel 2012,  e che ha visto la nascita dell’AbbVie srl - spiega ancora la sigla sindacale -. A fine anno avrà termine il Tsa, ovvero l’insieme di tutti quei servizi che l’Abbott durante la transizione ha garantito al nuovo gruppo. La società AbbVie ha già annunciato che il servizio paghe sarà esternalizzato, così come ormai avviene in quasi tutte le aziende, e che curerà  invece in prima persona il servizio finanziario. Ciò determinerà problemi di esubero sul personale di Abbott che si è occupato, fino ad ora, di questi settori per conto di AbbVie, situazioni che come sindacato dovremo necessariamente gestire.

Un altro problema è quello legato all’attuale sede di Campoverde, della quale la multinazionale non è più proprietaria. Proprio per questo è imminente il trasferimento nell’area romana dei suoi attuali uffici pontini, poiché al momento della scissione si erano venute a creare due sedi amministrative. Una situazione che sta producendo profondo allarme tra il personale che non riesce a capire bene quali potrebbero essere le conseguenze di queste decisioni. Forse, come avevamo sostenuto a suo tempo, sarebbe stato necessario sottoscrivere un documento transitorio a maggiore garanzia dei lavoratori”.

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