AbbVie, rete commerciale trasferita da Campoverde a Roma? Preoccupati i sindacati

L'azienda conferma uno studio di fattibilità in merito al trasferimento della rete commerciale. Preoccupata la Femca: "Se la scelta dovesse concretizzarsi sarebbe un grave colpo per Campoverde; andrebbe ad impattare su un gran numero di lavoratori"

Investimenti per il sito di Campoevrde e possibile trasferimento della rete commerciale a Roma: di questo si è discusso ieri durante l’incontro che si è tenuto tra la società AbbVie - rappresentata da Manuela Vacca Maggiolini Direttore Risorse Umane AbbVie Italia, Marco Cariani Manager Risorse Umane e Vespasiano Di Spirito di Unindustria Latina - le organizzazioni sindacali Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil di Latina, e la Rsu di stabilimento. 

Un incontro necessario per una valutazione della situazione aziendale, così come previsto dalla parte I del CCNL chimico farmaceutico.

Durante l’incontro, come fanno sapere dalla Femca Cisl, “l’azienda ha confermato il tema degli investimenti previsti dalla compagnia per rimodernare lo stabilimento di Campoverde, 60 milioni di dollari che serviranno ad avere reparti all’avanguardia che produrranno medicinali per i mercati di tutto il mondo, aprendo nuovi scenari nel campo dei farmaci biologici e consolidando maggiormente il ruolo dello stabilimento. 

Attualmente - proseguono dal sindacato - il bacino della forza lavoro, circa 1300 dipendenti tra sede e forza vendita esterna, è rappresentato da un buon 20% di personale con contratto di somministrazione e a tempo determinato, e la richiesta delle organizzazioni sindacali è stata quella di vedere stabilizzate in modo definitivo queste figure. L’azienda ha confermato di non avere ancora le proiezioni per il 2017, quando termineranno gli interventi previsti dagli investimenti, ma si è detta disponibile a percorrere questa strada”.

In riferimento poi all’allarme lanciato dalla RSU circa lo spostamento della rete commerciale da Campoverde a Roma, la società, fa sapere ancora la Femca, “ha confermato l’esistenza di uno studio di fattibilità in tal senso  anche se, ad oggi, non sono state prese ancora decisioni in merito”. Secondo il sindacato, se tale scelta dovesse diventare operativa, costituirebbe un grave colpo per Campoverde, poiché andrebbe ad impattare su di un numero non indifferente di lavoratori.

“Invitiamo chi dovrà compiere lo studio annunciato dall’azienda, a tener conto che dietro ai numeri ci sono persone, ci sono vite, ci sono famiglie che vivrebbero male questi spostamenti - ha commentato Roberto Cecere, segretario generale della Femca -. Non è cosa da poco trasferire tanta gente dall’oggi al domani, ne risentirebbe la qualità della vita considerando le decine di chilometri giornalieri in più, sulla Pontina, da dover percorrere, sempre poi che la sede venga dislocata  nel sud di Roma. 

Come Femca Cisl, chiediamo alla società di valutare l'impatto minimo sui lavoratori, ricorrendo a soluzioni alternative da studiare, quali il telelavoro o una diversa organizzazione degli uffici magari favorendo chi risiede già  a Roma. Da parte nostra vigileremo attentamente nel prossimo futuro sulle intenzioni aziendali, non nascondendo l’amarezza per una decisione che rischia di colpire pesantemente i lavoratori”.

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