Domenica, 16 Maggio 2021
Economia

Dipendenti comunali di Ardea sul piede di guerra: assemblea fuori dall’aula consiliare

Grande la partecipazione: prosegue la battaglia affinché l'Amministrazione faccia sottoscrivere la pre intesa firmata il 19 dicembre. I sindacati: “Non ci fermeremo”

Sono sul piede di guerra i dipendenti comunali di Ardea che dopo aver dichiarato nei giorni scorsi lo stato di agitazione si sono riuniti ieri in assemblea. Un’assemblea molto partecipata che, dopo il divieto da parte del presidente del Consiglio comunale di utilizzare l’aula consiliare Sandro Pertini nonostante, sottolineano i sindacati, fosse “deserta e inutilizzata”, si è tenuta nel piazzale antistante la sala. 

“Tale comportamento, a nostro parere, è un grave tentativo di boicottare la libertà sindacale costituzionalmente garantita e lede la stessa dignità dei lavoratori” commentano in una nota unitaria Cgil Fp, Cisl Fp e Csa.

“L’assemblea si è tenuta tra arbusti e passaggio di topi ma che comunque non hanno fatto desistere i numerosi dipendenti”. I lavoratori hanno dato mandato all’unanimità “di continuare con tutte le azioni sindacali e legali”, affinché l’amministrazione del Comune di Ardea faccia sottoscrivere definitivamente la pre intesa firmata da tutte le organizzazioni sindacali e tutte le RSU lo scorso 19 dicembre, riguardante il contratto integrativo e la ripartizione del fondo del salario accessorio dell’anno 2019, ed approvata dai Revisori dei Conti e dalla Giunta Comunale il 31 dicembre. 

“Nei giorni scorsi - proseguono i sindacati - l’Amministrazione ha approvato una nuova delibera di modifica di quella precedentemente approvata il 31 dicembre scorso in maniera unilaterale senza che fosse stato sottoscritto alcun ulteriore accordo con le rappresentanze sindacali”. Un dietro front, vanno ancora avanti che “risulta grave e incomprensibile, in quanto mina le corrette relazioni sindacali e soprattutto il volere dei lavoratori. Per questo motivo nei prossimi giorni sarà inviata la richiesta di un ennesimo tentativo di conciliazione al Prefetto di Roma, dopo quello di settembre dello scorso anno, e alla Commissione di Garanzia per lo Sciopero, ed in caso di esito negativo saranno attivate tutte le azioni legali e sindacali che potranno sfociare i tutte le forme di protesta previste dalla legge”.

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“Abbiamo constatato, con grande amarezza, un' inspiegabile virata da parte dell'Amministrazione rispetto a quanto sottoscritto nell'Accordo allegato al Contratto integrativo firmato il 19 dicembre insieme a tutte le organizzazioni sindacali ed approvato, altresì, dalla Giunta Comunale - ha commentato Raffaele Paciocca incaricato territoriale Cisl Fp -. Questo Ente soffre, da tempo, una situazione di gravissima carenza di organico; si pensi che rispetto a Pomezia con 20 mila abitanti in più, ha meno di un terzo dei dipendenti. Nonostante vi siano stati sforzi e dimostrazione di grande senso di responsabilità da parte dei dipendenti, non vi è stato alcun rilancio professionale tale da dimostrare un serio e reale impegno dell'Amministrazione verso i dipendenti stessi attraverso l'istituto delle Progressioni Economiche.

È stato proclamato lo stato di agitazione ed indetta un'assemblea che ha visto una massiccia partecipazione dei dipendenti, nonostante le condizioni ostili dell'ambiente in cui è stata svolta. Seguiranno altre iniziative, sia di matrice sindacale che giudiziaria - prosegue Paciocca -, a tutela del diritto dei lavoratori, di decidere sulla distribuzione dei loro soldi, a tutela del libero svolgimento della contrattazione sulla ripartizione del fondo del salario accessorio e per evitare ogni compressione delle libertà sindacali. Siamo vicini ai lavoratori ed auspichiamo che venga intrapreso, tempestivamente, un nuovo percorso costruttivo, di dialogo e di corrette relazioni sindacali”.

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