Sabato, 13 Luglio 2024
Al Salone mondiale

Al Berlin Fruit Logistica 2023 è protagonista la filiera agroalimentare pontina

Presente lo stand allestito dalla Bcc. Nella capitale tedesca ci sarà anche il varo (con tanto di presentazione ufficiale) del Consorzio Agroalimentare dell’Agro Pontino: tutti i numeri

Che sia al centro dell’Europa, la filiera agroalimentare pontina, lo si comprende anche dalla collocazione all’interno del Fruit Logistica 2023 in programma a Berlino dall’8 al 10 febbraio. E’ il salone mondiale dell’ortofrutta e lo stand allestito dalla BCC dell’Agro Pontino, con l’egida di Confcooperative, si trova proprio al centro del quartiere fieristico (Hall 6.2 - A20) nel punto nevralgico dei paesi del Mediterraneo ed europei. 

La Cassa Rurale pontina ritorna protagonista all’appuntamento tedesco portando in dote una rappresentanza di 14 cooperative, incasellate in un percorso di crescita che ha visto sviluppare nel corso di questi anni sempre maggiore attenzione verso la produzione agroalimentare da parte dell’istituto di credito. Tanto che a Berlino, ci sarà il varo (con tanto di presentazione ufficiale) dell’omonimo Consorzio Agroalimentare dell’Agro Pontino costituitosi formalmente il 19 gennaio e che rappresenta una fetta importante del patrimonio produttivo locale: 24 aziende associate; 638 soci produttori; 2.294 dipendenti; 24 siti produttivi; 3.641 ettari di terreno; 275.500.000 euro di fatturato (anno 2021). 

A Berlino, dunque, ci sarà un vero e proprio battesimo che ha visto la Cassa Rurale raddoppiare spazi e sforzi: lo stand è di 350 metri quadri e proporrà ai buyer mondiali una fotografia composita della produzione locale grazie ai 4 impianti di refrigerazione che quotidianamente esporranno i frutti provenienti dall’area pontina. Una scommessa che ha quale obiettivo prioritario quello di consentire alle cooperative la creazione diretta di nuovi canali commerciali.

“La nostra presenza al Fruit Logistica 2023 rappresenta una sorta di anno zero» - spiega il presidente della BCC dell’Agro Pontino e del Consorzio, Maurizio Manfrin -. Dopo gli anni neri della pandemia è un segnale di ripartenza ancora più marcato grazie soprattutto ai cooperatori e produttori agricoli che sono la vera anima della nostra filiera e che hanno fiducia nel valore aggiunto che la Cassa Rurale può essere in termini non solo prettamente bancari, ma quale incubatore teso a facilitare i processi di sviluppo del territorio”. 

Per il direttore generale dell’istituto pontino, Giuseppe Sellan, “la BCC nel corso degli anni, e di questi ultimi in particolar modo segnati da una profonda crisi economica dovuta alla pandemia e alla recessione, ha svolto, e continua a farlo, un ruolo di catalizzatore per fornire una sponda concreta alle imprese del territorio. Siamo parte integrante del tessuto territoriale e quindi conosciamo in dettaglio le esigenze della nostra filiera, in questo modo siamo in grado di intervenire tempestivamente con le soluzioni e i progetti finanziari più appropriati”.

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