Economia

Bilancio Regione, Garullo (Uil): “Più tasse in arrivo per i cittadini”

Il segretario della Uil di Latina commenta la manovra varata dalla Regione Lazio che, tra le alte cose, prevede un aumento dell'aliquota Irpef. I sindacati scrivono al presidente Zingaretti

Più tasse per i cittadini del Lazio. Questo la denuncia del segretario generale della Uil di Latina all’indomani dell’approvazione del Bilancio di previsione 2014-2016 da parte della Regione.

“La Regione Lazio – commenta Garullo – ha varato la manovra regionale che fra le altre cose, contiene un aumento dell0 0,6 % dell’aliquota regionale Irpef per il 2014, decidendo già oggi di procedere ad un ulteriore aumento dell’ 1% dell’aliquota, a partire dal 2015”.

“Davvero non riusciamo a capire – aggiunge Garullo – come in una regione quale il Lazio dove la tassazione complessiva già è fra le più alte del paese, la regione pur fra le difficoltà di bilancio evidenziate, decide per la strada più semplice e tradizionale, cioè aumentare le tasse colpendo soprattutto i redditi fissi di lavoratori e pensionati, e aggravando un quadro economico provinciale molto critico, in cui piccole e piccolissime imprese sono in gravissima difficoltà”.

Secondo il segretario pontino, in termini numerici significa che “l’aliquota Irpef regionale, attualmente pari all’ 1,73%, passerà al 2,33% dal primo gennaio 2014 e al 3,335 dal primo gennaio 2015, cioè praticamente il doppio da qui ad un anno. Il presidente Zingaretti  dovrebbe invece fare sforzi ulteriori per reperire risorse riducendo ulteriormente i costi della politica regionale, ridimensionando enti ed iniziative di scarsa utilità e completando il taglio di privilegi ancora abbondantemente presenti nella politica e nella macchina organizzativa e amministrativa regionale”.   

Per questo i segretari generali di Cgil, Cisl Uil di Roma e del Lazio hanno scritto una lettera aperta al lo stesso presidente Zingaretti, per chiedere di desistere da questa decisione, anticipando sin d’ora che in caso di risposta negativa, saremo costretti, a partire da gennaio, a procedere ad intense mobilitazioni,

LA LETTERA DEI SINDACATI AL PRESIDENTE ZINGARETTI
"Presidente Zingaretti, siamo sicuri non le sfugga la pesantezza della crisi economica che dal 2009 a oggi sta coinvolgendo sempre più intensamente il nostro territorio, le persone e le famiglie e per questo Le chiediamo di sospendere l'aumento dell'addizionale Irpef". Così, lo riferisce una nota, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio Claudio Di Berardino, Mario Bertone e Pierpaolo Bombardieri in una lettera aperta inviata oggi presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.
"Ci permettiamo di elencare solo qualche dato a conferma dell’esistenza di un forte disagio sociale - aggiungono - un tasso di disoccupazione che supera il 12%, oltre 52mila lavoratori in cassa integrazione, la disoccupazione, nella fascia 15-24 anni, al 40%, i 100mila posti di lavoro persi dall’inizio della crisi a oggi, la precarietà dei posti di lavoro (su 10 assunzioni 8,5 sono precarie), i circa 36mila lavoratori in cassa integrazione in deroga (come è noto, si tratta di lavoratori di piccole e piccolissime aziende), i moltissimi contratti di lavoro non remunerati o bloccati, a partire dai lavoratori del pubblico impiego che nel Lazio sono oltre 400mila, la perdita di quasi 6 miliardi di reddito per cassa integrazione, per mancata rivalutazione delle pensioni, per blocco dei contratti. E’evidente che tutto ciò significa una drastica diminuzione della capacità di spesa delle persone e delle famiglie e, conseguentemente, una mancata crescita dell’intero sistema economico regionale la cui debolezza della domanda interna avvia la nostra regione sempre più verso la recessione".
"Alla luce di ciò - precisano - non comprendiamo le ragioni per cui Lei e la Sua Giunta abbiate insistito nel voler incrementare l’addizionale Irpef di un ulteriore 0,6% a partire dal 2014, in una regione, lo ribadiamo, che "vanta" una delle tassazioni più alte d’Italia, arrivando a toccare entro quest’anno la percentuale del 2,3%. Nel 2015, in conseguenza delle scelte compiute nel bilancio, giungerà addirittura al 3,3%. Tali dimensioni di prelievo per persone e famiglie non sono onestamente compatibili con le tasche di lavoratori e pensionati e men che meno sopportabili. Per questo Le chiediamo di recuperare lo stesso importo previsto dal prelievo fiscale, ossia circa 230 milioni di euro, completando i tagli dei costi della politica, la razionalizzazione di società, la revisione del sistema degli appalti anziche' anziché attraverso nuove tasse per i lavoratori e i pensionati. D’altra parte, il decreto legge 35/2013 consente di far ricorso allo strumento delle anticipazioni di liquidità verso le imprese per superare i ritardi dei pagamenti della P.A., ma non impone modalità per il recupero di tale anticipo che per il 2014 ammonta a circa 230 milioni di euro. Ecco allora che l’aumento dell’addizionale IRPEF dello 0,6% è frutto di una scelta politica da parte della Giunta". "Tale scelta - dicono ancora i sindacalisti - è, per noi, oggettivamente insensata poiché, da una parte vengono trasferite a imprese e comuni cifre significative, intorno a 4/5 miliardi e dall’altra, per garantire tali anticipi, si prelevano forzatamente risorse dalle tasche dei lavoratori e dei pensionati. Signor Presidente, Lei è ancora in tempo per evitare di colpire ingiustamente lavoratori e pensionati: a fronte di un timido intervento da parte del Governo per restituire qualcosa ai lavoratori attraverso il cuneo fiscale e ai pensionati con alcune rivalutazioni, per noi comunque insufficienti, Lei e la Sua Giunta, con l’aumento dell’addizionale Irpef, non solo annulla gli affetti di tale intervento, ma aggrava ulteriormente la situazione. Infine, come Lei ben saprà, vi sono molti comuni pronti a far crescere la loro addizionale IRPEF provocando una sommatoria di tassazioni insopportabili per i redditi di lavoratori e pensionati. Cgil, Cisl, Uil non possono, per tali ragioni, essere disponibili a tale ulteriore tassazione. Le chiediamo, perciò, ancora una volta, di voler sospendere il provvedimento in questione, rivedendo, prima di ogni ulteriore aumento, l’intero sistema fiscale locale. Le chiediamo di introdurre per l’intera IRPEF progressività ed equità fiscale. Le chiediamo, inoltre, di ricontrattare i tempi del piano di rientro del risanamento della sanità per poter ridurre le tasse e avere qualche euro da destinare agli investimenti".
"L’assenza di una risposta positiva alla nostra richiesta - concludono Di Berardino, Bertone e Bombardieri - significherà che la Regione stessa non ha inteso applicare compiutamente il Protocollo sulle Relazioni Sindacali che contemplano la concertazione su uno degli Atti fondamentali come il Bilancio. In tal caso per difendere gli interessi di lavoratori e pensionati, saremo costretti, a partire gennaio, a dar vita a un'intensa fase di mobilitazione
".

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