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Lunedì, 29 Novembre 2021
Economia

“Sons of Shiva”, la birra con luppoli americani ma coltivati nella pianura pontina

Sarà presentato venerdì 14 ottobre in diversi pub di Latina, Roma e provincia, e la prossima settimana anche nei locali al di fuori del Lazio, il nuovo prodotto del Birrificio Pontino

Sarà presentata venerdì 14 ottobre in diversi pub di Latina, Roma e provincia la birra Sons of Shiva del Birrificio Pontino. 

Si tratta di una una harvest ale brassata con luppoli americani (Columbus e Chinook), ma coltivati nella pianura pontina da Dario Cherubini de “I Vizi del Luppolo”. 

“Dario - si legge in una nota di presentazione - ha iniziato a coltivare luppolo quattro anni fa, raggiungendo un ottimo rapporto per qualità e quantità. La Sons of Shiva, brassata nel giorno in cui luppolo viene colto, nasce come birra sperimentale proprio per attingere in via diretta a ingredienti del nostro territorio. Dopo tre cotte in tre anni, quest’anno, la presenteremo in prima battuta questo venerdì, mentre il prossimo, venerdì 21, in altri pub al di fuori della nostra regione”.  

Sons of Shiva, Scheda tecnica - Stile american IPA, corpo e carbonatura media, la Sons of Shiva si presenta con schiuma bianca e soffice. Un vero e proprio esperimento che regala un amaro aggressivo e rude, accompagnato da note erbacee come piace a noi.

Birrificio Pontino - “Il Birrificio Pontino - prosegue la nota - nasce nel 2010 e ad oggi può contare ben 20 tipologie di birra artigianale. Tra queste, alcune stagionali come la Sons of Shiva, nata grazie anche al lavoro portato avanti insieme a Dario Cherubini de “I Vizi del Luppolo”. Da sempre il nostro obiettivo è quello di brassare birre artigianali che abbiano un legame con il nostro territorio. Dal nome in etichetta della Olim Palus a ricordare le nostre origini, all’utilizzo di Kiwi giallo IGP per la 41°Parallelo. Passando per la Italian Wit Project, dove utilizziamo una speziatura a base di arance bionde dell’agro pontino, coriandolo di Monte San Biagio, liquirizia dei Monti Lepini, pepe rosa e fiori di eucalipto dei loro alberi. Per arrivare alla Rose Mary's Stout, dove utilizziamo rosmarino selvatico di San Feliceo Circeo fino alla Sons of Shiva. Negli anni, diversi e numerosi i riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale. Nel 2014 la Alaaf Kolsch (stile Kolsch) ha ricevuto il premio come birra dell’anno dall’Associazione UnionBirrai, mentre la Orange Poison (Italian Pumpkin Ale) e La Calavera (Mexican Lager) hanno ricevuto il premio ‘Grande Birra’ Slow Food e ‘Birra Quotidiana’ Slow Food (Birre d’Italia 2017), rispettivamente.

Da marzo 2016, nel nostro sito produttivo anche una taproom dove poter degustare le nostre birre. Aperta dal lunedì al venerdì, dalle 18 alle 21, abbiamo concepito la taproom come spazio di incontro e condivisione reale: libri, riviste e fonti da poter consultare per appassionati e homebrewer. Oltre ad eventi enogastronomici, serate a tema e presentazioni di opere culturali: autori e autrici che vogliamo farvi conoscere. Soprattutto, però, siamo noi a voler conoscere voi, affinché il birrificio sia il nostro luogo di incontro e scambio reciproco”.

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