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Giovedì, 19 Maggio 2022
Il caso / Terracina

Caro gasolio, si fermano i pescatori: si riunisce il tavolo nazionale al ministero

Annunciata la prossima adozione di un provvedimento d'urgenza che offra un sostegno finanziario alle imprese di colpite dalla crisi energetica

Mentre dilaga la protesta dei pescatori contro il caro gasolio, che ha toccato anche le marinerie di Terracina e di Anzio, qualcosa comincia a muoversi al livello ministeriale. La questione è seguita sul piano nazionale da Alleanza Pesca, Coldiretti Impresapesca, Federpesca, Flai Cgil, Fai Cisl e Uilapesca. Il sottosegretario Francesco Battistoni ieri, 8 marzo, ha riunito il tavolo nazionale del comparto per discutere, insieme a sindacati e associazioni, il problema del caro carburante che sta travolgendo le aziende ittiche del Paese.

Il sottosegretario ha annunciato la prossima adozione di un provvedimento ministeriale d'urgenza che offra un sostegno finanziario alle imprese di pesca colpite oltre, che dall'emergenza sanitaria, anche dalla crescente crisi energetica. L'ipotesi è quella di un'iniezione finanziaria di 20 milioni di euro.

E' stata annunciata al contempo anche la velocizzazione delle liquidazioni degli indennizzi Covid e la costituzione di un tavolo di confronto Mipaaf, Ministero del Lavoro e Ministero dell'Economia e delle Finanze, per sciogliere gli altri nodi sul tavolo, a cominciare dal completamento della riforma degli ammortizzatori sociali.

Da ultimo la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri, quindi anche all'Italia, di indicare l'impatto che i recenti accadimenti stanno producendo sul settore, evidentemente nell'ottica di adottare strumenti d'emergenza in grado di alleviare le difficoltà enormi che sta vivendo il settore. "Siamo in contatto con le organizzazioni della pesca d'Europa per monitorare gli effetti di una crisi globale che rischia di cambiare una volta per tutte il volto di molte delle nostre marinerie. Chiediamo ogni sforzo possibile al Governo per sostenere un settore strategico per la filiera alimentare - spiegano le sigle datoriali e sindacali - e intervenire tempestivamente per sostenere le imprese e i lavoratori".

Intanto in provincia di Latina, anche i pescatori di Terracina hanno deciso di incrociare le braccia per una settimana e di protestare contro il caro gasolio e ieri hanno simbolicamente consegnato alla Capitaneria di porto, come gesto di resa, documentazione e licenze, per l'impossibilità di esercitare la loro attività. I pescatori hanno ricevuto anche il sostegno dell'amministrazione comunale e dell'eurodeputato originario di Terracina Nicola Procaccini.

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