Economia Latina Scalo

Scm Latina Scalo, l'appello di Forte: “Convocare un tavolo in Prefettura”

Il consigliere regionale del Pd interviene nuovamente sulla vicenda dello stabilimento pontino i cui lavoratori sono in assemblea permanente da 9 mesi e che ad aprile vedranno scadere la cassa integrazione

Convocare un tavolo urgente in Prefettura per garantire un futuro all’azienda e ai lavoratori. L’appello arriva dal consigliere regionale del Pd, Enrico Forte, che di nuovo interviene sulle vicenda della Scm di Latina Scalo, i cui lavoratori sono in assemblea permanente dal maggio dello scorso anno, raccogliendo quello lanciato dalla Filctem Cgil

“In una situazione economica ed occupazionale così difficile appare necessario tenera alta l’attenzione sulla vicenda della Scm di Latina scalo soprattutto in vista della scadenza della Cassa integrazione, anticamere della messa in mobilità e poi del licenziamento dei lavoratori” ha commentato Forte.

“Dopo la bocciatura da parte dei lavoratori del piano industriale presentato al secondo bando di gara in Tribunale e alla luce del fatto che ad aprile scadrà la Cassa integrazione – ricorda il consigliere regionale pontino - bisogna accelerare i tempi e mettere in campo tutti gli strumenti possibili per evitare la chiusura definitiva dell’azienda di Latina scalo.

Il sito della Scm ha un grande potenziale produttivo, sia per quanto riguarda il personale che per i mezzi tecnici, e può tornare ad essere pienamente operativo in presenza di un piano industriale serio che punti a mantenere i livelli occupazionali attraverso la qualità del prodotto. Ritengo siano questi i requisiti fondamentali per rilanciare l’azienda evitando che, come spesso accade, la sua acquisizione non debba poi rivelarsi una mera operazione finanziaria il cui prezzo lo pagherebbero i dipendenti.

Raccolgo quindi l’appello della Cgil – prosegue Forte - e ribadisco la necessità, come peraltro avevo già fatto in passato, che la vicenda sia oggetto di uno specifico incontro convocato dal Prefetto al quale siano presenti tutti gli attori, istituzioni, rappresentanze sindacali e curatore fallimentare nominato dal Tribunale. Soltanto attraverso questo percorso sarà possibile valutare lo stato delle proposte pervenute e capire se rappresentano realmente una chance per il rilancio dello stabilimento e la salvaguardia dei posti di lavoro. Il nostro territorio – conclude il consigliere regionale del Partito Democratico – non può permettersi di assistere alla definitiva chiusura di un’altra azienda, soprattutto se l’azienda in questione è in possesso di tutti i requisiti necessari per tornare sul mercato ed essere competitiva”.

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