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Economia Priverno

Chiude la Sapa, lavoratori in lotta. L’impegno delle istituzioni

In protesta i 136 lavoratori a rischio licenziamento dopo la decisione della società di chiudere il sito di Fossanova. Ieri vertice in Provincia mentre arrivano la solidarietà e l'impegno del consigliere regionale Forte

Lavoratori, sindacati, istituzioni uniti in un’unica battaglia contro la chiusura annunciata nei giorni dalla società della Sapa di Fossanova, l’azienda attiva da circa 40 anni nel territorio pontino e che produce estrusi di alluminio per l’edilizia.

Vertice ieri in Provincia con l’assessore alle attività produttive Silvio D'Arco a cui hanno partecipato oltre ai sindacati e una rappresentazione dei lavoratori, anche i sindaci di Sonnino, Priverno, Pontinia, Roccagorga e Sezze. L’obiettivo ora è quello di istituire un tavolo di concertazione in cui coinvolgere, oltre alle istituzioni locali, anche la Regione e il Ministero.

Un ordine del giorno sulla grave vicenda occupazionale che ha investito i dipendenti della Sapa, su richiesta della segreteria provinciale della Uilm, invece è stato approvato anche nei giorni scorsi durante il Congresso della Camera Sindacale Territoriale UIL di Latina che si è svolto presso il Polo fieristico Expo di Latina. Quello che viene chiesto dalla sigla sindacale, è “un impegno concreto e fattivo delle Istituzioni, della politica, unitamente all’impegno della UIL a tutti i livelli, affinché sia possibile scongiurare questo ennesimo attacco all’economia della nostra Provincia”.

Intanto i 136 lavoratori che rischiano il licenziamento continuano la loro battaglia. Su facebook è nata una pagina “No alla chiusura di Fossanova” che segue passo passo la lotta dei dipendenti della Sapa in difesa del loro diritto a lavoro. Per lunedì alle 12 è invece previsto un sit in di protesta da parte dei dipendenti davanti la sede di Unindustria Latina in via Montesanto.

Lavoratori che hanno ricevuto “piena solidarietà” anche dal consigliere regionale del Partito Democratico Enrico Forte che ha espresso “la sua vicinanza agli operai che da qualche giorno sono asserragliati all’interno del sito in attesa di qualche spiraglio per il loro futuro occupazionale”.

Intendo attivarmi – sottolinea Forte – per capire attraverso quali passaggi si è arrivati, da parte della proprietà, alla decisione di chiudere l’attività produttiva perché mi sembra che ci siano degli aspetti che meritano approfondimento. La Regione si farà parte attiva affinché siano esaminate e vagliate tutte le possibili soluzioni per salvare il sito e i posti di lavoro.

Prima di arrivare a chiudere un impianto – continua il consigliere pontino - credo sia doveroso capire, con l’aiuto delle istituzioni, se ci sono strade alternative quali la cessione dell’azienda ad altro imprenditore disposto a rilevarla visto che il sito, secondo quanto hanno spiegato gli operai, ha grandi potenzialità.

Di certo faremo il possibile affinchè una realtà produttiva così importante non scompaia dal nostro territorio aggravando una situazione economica e occupazionale già seriamente compromessa. E attiveremo tutti i percorsi per scongiurare la perdita del posto di lavoro – conclude il consigliere regionale pontino – per i 136 dipendenti”.

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