Economia

Sapa, Regione: “Massimo impegno per la tutela dei 136 lavoratori”

A pochi giorni dall’ultimo incontro a Roma, l’Ente ribadisce che “nonostante il mancato accordo, la Regione assicura il massimo sforzo per una soluzione che eviti una drammatica situazione di emergenza occupazionale”

Abbiamo seguito con attenzione fin dall’inizio la vicenda della Sapa, in seguito alla comunicazione della società del 5 maggio scorso della procedura di licenziamento collettivo per i 136 dipendenti del sito di Fossanova, prima di giungere al tavolo del 21 luglio il cui risultato è stato un mancato accordo”.

Così in una nota la Regione Lazio che, ripercorrendo anche tutte le tappe che hanno portato all’incontro del 21 luglio scorso, replica anche alla Fiom Cgil che aveva parlato di una “scarsa attenzione” dell’Ente, ribadendo la sua volontà e il suo impegno al fianco dei 136 lavoratori da oltre 20 giorni in presidio nello stabilimento di Fossanova.

“Oltre al tavolo, presso l’assessorato al Lavoro della Regione Lazio - prosegue la nota -, i sindacati e l’azienda si sono incontrati il 4 luglio scorso e il 16 luglio e il 10 luglio presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

La Regione ha cercato di favorire la mediazione tra l’azienda e i sindacati ma ha dovuto constatare, con la firma del mancato accordo, una distanza tra le parti che è rimasta incolmabile. La Regione ha invitato la società a valutare la possibilità di applicare, di fronte alla drammatica decisione di cessare ogni attività produttiva, ammortizzatori sociali e anche tutte le possibili iniziative di politica attiva finalizzate all’obiettivo di favorire la ricollocazione dei lavoratori (sia esterna che, eventualmente, all’interno di altri siti industriali della stessa società) sia la possibilità di cedere a terzi imprenditori, anche parzialmente, il sito industriale – continua la nota - per favorire una reindustrializzazione in un territorio, quello pontino, già colpito duramente da altre crisi aziendali”.

“L’azienda ha proposto - prosegue la Regione nella nota -, in sede di vertenza, una cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività; di ricercare potenziali acquirenti di un ramo d’azienda anche attraverso la consulenza di un advisor specializzato; di trasferire alcuni lavoratori presso altri siti industriali della società e la mobilità volontaria, corrispondendo ai lavoratori che la avessero scelta un incentivo all’esodo pari a 15mila euro (quelli con meno di 40 anni di età), 17mila euro (tra i 40 e i 50) e 19mila euro (oltre i 50 anni). I sindacati hanno contestato la scelta aziendale di cessare le attività produttive sul sito di Fossanova, anche a fronte di una mancata discussione sullo stato di crisi in cui versava e non hanno ritenuto sufficienti le proposte dell’azienda circa la propria irrevocabile decisione di concedere una Cassa Integrazione Straordinaria per cessazione di attività e non per crisi aziendale”.

Ma, “nonostante il mancato accordo - conclude la nota -, la Regione, di intesa con le altre istituzioni coinvolte, assicura il massimo sforzo nella ricerca di una soluzione che eviti una drammatica situazione di emergenza occupazionale in un territorio già duramente colpito da un profondo processo di deindustrializzazione”.

LA PROTESTA - Intanto i lavoratori domani mattina saranno a Roma per un sit in organizzato davanti la sede dell’ambasciata norvegese.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sapa, Regione: “Massimo impegno per la tutela dei 136 lavoratori”

LatinaToday è in caricamento