Corden Pharma, futuro sempre più nero per i 213 lavoratori in esubero

Niente di fatto nell'incontro tra sindacati e azienda che ha confermato l'eccedenza di personale. Si cerca l'accordo sulla possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali

L’incontro di ieri con i vertici della Corden Pharma di Sermoneta non è andata come speravano le sigle sindacali che oggi, insieme ai lavoratori, hanno protestato sotto la sede della Regione per dare ancora più voce al loro disagio.

Durante il meeting di ieri in Confindustria, il secondo dopo quello dello scorso fine ottobre, l’impresa ha presentato il suo piano industriale per consolidare lo stabilimento, ma allo stesso tempo ha confermato gli esuberi. E proprio intorno agli esuberi e alle modalità di ricorso agli ammortizzatori sociali si è concentrato il confronto fra le due parti.

L’idea delle sigle sindacali è quello di riuscire a trovare un accordo entro la fine dell’anno in modo da partire già dal primo gennaio con gli ammortizzatori sociali. Secondo le organizzazioni di categoria si hanno circa 32 mesi per trovare delle soluzioni o per intraprendere delle strade alternative nel processo di reinserimento dei dipendenti. Infatti, si dovrebbe partire prima con 8 mesi di cassa integrazione in deroga e poi con i successivi 24 di cassa integrazione straordinaria.

Ma per ora tutto è rimandato al prossimo tavolo che si terrà il 28 novembre.

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Questa mattina, intanto, i lavoratori dell'ex Bristol insieme ad alcune delegazioni delle sigle sindacali riunite di Cgil, Cisl e Uil, si sono ritrovate sotto la sede della provincia per un sit in di protesta in cui si chiedeva alla presidente Polverini maggiori e più mirati interventi nel territorio pontino, a fronte della tragica situazione vissuta dalla nostra economia. Stando, infatti, ai dati annunciati dal mensile rapporto della Uil nella nostra provincia nel mese di ottobre la cassa integrazione sarebbe aumentata del 164% raggiungendo le 969mila e 368 ore.

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