Coronavirus, Assonautica pensa alla fase 2: “Riaprire le attività per far ripartire il settore”

I suggerimenti per il comparto della nautica da diporto e il turismo nautico raccolte in un lettera del presidente di Assonautica Acque Interne Lazio e Tevere Piero Orlando alla Regione e alle Province del Lazio

(foto d'archivio)

“In caso di mancata riapertura in tempi brevissimi delle attività del diporto l’intero segmento laziale rischia il default". Arriva da Assonautica l’allarme per la situazione del settore della nautica nel Lazio, anche lui fermo a causa dell’emergenza coronavirus. Ed è in una lettera, indirizzata a Regione e Province, ai presidenti di Anci e Anci Lazio e al sindaco di Fiumicino, che il presidente di Assonautica Acque Interne Lazio e Tevere Piero Orlando raccoglie una serie di suggerimenti per la ripresa, nella cosiddetta fase 2, del comparto della nautica da diporto e del turismo nautico.

Un appello che viene condiviso, spiega, con “imprenditori del comparto dell’Economia del Mare, del settore della nautica da diporto, del turismo nautico, costiero e delle acque interne, e delle tante attività imprenditoriali che ruotano attorno al mondo delle barche e del mare, dei laghi e dei fiumi”, affinché, “nel pieno rispetto di tutto ciò che deve essere fatto per la salvaguardia della salute delle persone, si possa tornare rapidamente non solo alla progressiva totale riapertura delle imprese, ma anche alla fruizione del mare e delle acque interne da parte di tutti gli armatori, diportisti e appassionati”.

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La lettera integrale del presidente Orlando

Illustrissimi Presidenti, Illustrissimi Sindaci, 
a seguito dell’adozione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile 2020, recante ulteriori disposizioni attuative per fronteggiare l'emergenza da Covid-19, la Regione Lazio ha assunto decisioni importanti anche per le attività turistico ricreative e per la cantieristica navale, mediante l’emanazione di ordinanze e disposizioni che hanno influito in modo significativo sull'approccio al mondo del lavoro, tese a tutelare la vita e la salute dei lavoratori nella difficile fase di graduale riapertura delle attività economiche.  
La funzione che rivesto mi impone, però, di sottoporre alla Vostra cortese attenzione la necessità di adottare ulteriori misure urgenti per il comparto della nautica da diporto, del turismo nautico e più in generale sull’economia del mare e delle acque interne, per gli armatori e i diportisti, a fronte delle gravi conseguenze che la pandemia Covid-19, e il suo pur efficace contenimento, hanno determinato e continuano a determinare su tutta la filiera nautica, sebbene secondarie rispetto alla salute e alla morte delle persone e ai problemi di quanti per dovere professionale rischiano la propria vita per salvare quella degli altri. A tutti loro e a tutti Voi, impegnati nella gestione della crisi generale, vada il mio più sincero e sentito ringraziamento. L’Assonautica Acque Interne Lazio e Tevere, con sede legale a Roma e sede operativa a Fiumicino, sezione territoriale regionale di Assonautica Italiana – Unioncamere, è dedicata allo sviluppo economico, turistico e culturale delle acque interne della Regione Lazio e dei territori di riferimento, rappresenta numerosi operatori economici della filiera della nautica laziale, piccole e micro imprese, armatori e diportisti, e agisce in piena collaborazione con le sezioni territoriali provinciali di Assonautica Romana, Latina, Viterbo e Frosinone, tutte collegate in rete con gli enti locali territoriali e le Autorità competenti, anche nell’ambito dei contratti di fiume, lago, foce e costa della nostra Regione. All’uopo rimetto in allegato alla presente, per Vostra opportuna conoscenza, la nota del 17 aprile u.s. inviata dal Presidente di Assonautica Italiana, prof. Alfredo Malcarne, al Presidente del Consiglio dei Ministri, prof. Giuseppe Conte, assieme alle note già inviate al Presidente della Regione Lazio dai Colleghi di Assonautica Romana, Assonautica Latina, Assonautica Frosinone e Assonautica Viterbo, nei giorni scorsi, alle quali tutte faccio espresso rinvio, qui richiamandone il contenuto solo nei punti ritenuti essenziali. È un appello, questo, condiviso dagli imprenditori del comparto dell’Economia del Mare, del settore della nautica da diporto, del turismo nautico, costiero e delle acque interne, e delle tante attività imprenditoriali che ruotano attorno al mondo delle barche e del mare, dei laghi e dei fiumi, affinché, nel pieno rispetto di tutto ciò che deve essere fatto per la salvaguardia della salute delle persone, si possa tornare rapidamente non solo alla progressiva totale riapertura delle imprese, ma anche alla fruizione del mare e delle acque interne da parte di tutti gli armatori, diportisti e appassionati, perché oggettivamente lo stare in barca da soli o al massimo in compagnia dei componenti del proprio nucleo familiare, come in casa, è di per sé sicuro e non comporta rischi di contagio, neppure verso gli altri. E’ pur vero che con l’Ordinanza del Presidente della Regione Lazio 17 aprile 2020, n. Z00032, che integra la precedente Ordinanza 15 aprile 2020, n. Z00028, si è già provveduto in ordine alla riapertura delle attività con finalità turistico-ricreative, che insistono sul demanio marittimo e sul demanio lacuale, e relative aree di pertinenza, nonché delle strutture ricettive all’aria aperta e delle attività della cantieristica navale. Occorre, però, offrire nel merito ulteriori suggerimenti utili alla programmazione della Fase 2, perché in caso di mancata riapertura in tempi brevissimi delle attività del diporto, intese non solo come erogazione di servizi, ma anche come fruizione degli stessi, l’intero segmento laziale rischia il default. 
In primo luogo, si sottolinea la necessità di ricomprendere nel quadro ivi delineato anche il demanio fluviale, specificandolo espressamente, a sostegno di tutti gli operatori, armatori e diportisti afferenti ai bacini idrografici della Regione, che rappresentano un segmento altrettanto importante del tessuto economico e sociale del nostro territorio, a cominciare dal bacino del Tevere fino a considerare tutte le foci fluviali del Lazio, porti fluviali naturali per la gran parte adibite a porto canale. 
In secondo luogo, si sottolinea la necessità di definire regole, procedure e protocolli semplici, certi e definiti tali da favorire tutte le imprese del comparto dell’economia del mare, ivi comprese quelle del restauro di imbarcazioni d’epoca, dei cantieri storici, del charter nautico, i comandanti, gli skipper, gli equipaggi, i broker nautici, i circoli e le scuole nautiche e di vela, le attività di diving e di pescaturismo, per tutelare da un lato l’occupazione, con l’adozione di protocolli sanitari tesi a garantire la salute e la sicurezza dei dipendenti, e assicurare dall’altro la sostenibilità economica, finanziaria e fiscale, di centinaia di operatori medio piccoli e delle loro famiglie, che dipendono dal settore della nautica e dei servizi connessi. Occorre provvedere con urgenza all’adozione di strumenti rapidi ed efficaci di incentivazione economica degli operatori del comparto della nautica, che potrebbero tradursi in uno sgravio degli oneri erariali di competenza regionale (accise regionali sui canoni demaniali, sui contributi e sulle imposte), fino alla fine del corrente anno, vista anche la contrazione della redditività generale delle imprese. Generare liquidità nelle casse degli operatori economici, anche sotto forma di liquidità “risparmiata” dovrebbe generare a cascata politiche di incentivo e di sconto verso i clienti finali, i proprietari di barche e i fruitori delle coste laziali. Ma occorre fare di più sul fronte dell’aumento della liquidità, procedendo alla immediata concessione di voucher a sostegno del rilancio del comparto o anche di “bonus” liquidità a fondo perduto parziale sul modello tedesco, in favore delle imprese ormai al collasso, le quali non reggeranno ancora per molto neppure a fronte della erogazione dei prestiti garantiti istituiti dal Governo, senza dimenticare neppure la necessità di risolvere al più presto l’annosa questione delle proroghe delle concessioni portuali legate alla direttiva Bolkestein. Perché, a ben guardare il punto critico sta proprio nel fatto che armatori e diportisti non intravedono ancora possibilità alcuna di utilizzare la propria imbarcazione nella prossima stagione nautica, ormai imminente, che come noto precede di almeno due mesi quella balneare. 
In terzo luogo, si sottolinea la necessità di autorizzare lo svolgimento in forma amatoriale di attività artigianali concernenti la piccola nautica, sia pure gradualmente nella generale ottica di tutela della salute pubblica, nel pieno rispetto di quanto previsto dai citati Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del contagio da Covid-19, in modo tale da consentire agli armatori, proprietari di imbarcazioni, ovvero ai diportisti in genere, ma anche ai pescatori subacquei, sportivi e amatoriali, di poter raggiungere le proprie imbarcazioni per controllarne lo stato di conservazione ed effettuare piccoli lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, specie in caso di danni sopravvenuti, per la preparazione delle stesse imbarcazioni in vista della prossima stagione nautica ormai alle porte. 
E ciò alla stregua di quanto è stato già previsto e consentito dalla stessa Regione Lazio in favore dello svolgimento in forma amatoriale di attività agricole e di conduzione di allevamenti di animali da cortile, proprio con l’Ordinanza del 15 aprile 2020 n. Z00029, recante ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. Con la macroscopica e sostanziale differenza che nel caso della nautica da diporto e del turismo nautico, gli armatori e diportisti “amatoriali” rappresentano addirittura l’altra faccia del mercato, e sono per giunta proprio i consumatori, utenti finali della filiera nautica, senza i quali la sopravvivenza stessa del comparto verrebbe sicuramente meno. 
Certo è che si dovrebbero, al contempo, definire precise disposizioni per lo spostamento in sicurezza di armatori e diportisti presso le proprie barche spesso ormeggiate fuori dal comune di residenza, in molti casi anche oltre il comune limitrofo a quello di residenza, se non addirittura fuori regione sull’Argentario. A tale circostanza si potrebbe ovviare con apposita autocertificazione anche in forma digitale, corredata dei documenti di ormeggio o rimessaggio, magari anche segnalando i propri spostamenti alle autorità competenti.
La prossima stagione estiva sarà caratterizzata da una forte contrazione economica e da un turismo nautico - in questo caso diportistico - prevalentemente domestico e di prossimità, che in questo momento andrebbe tutelato e incentivato in modo da generare una economia circolare a vantaggio non solo alla nautica, ma al commercio e alla ricettività delle nostre splendide località turistiche. Le barche e i lori armatori rimanendo in Italia e facendo mini crociere concentrate sui porti nazionali, concentreranno tutti i consumi su operatori italiani con conseguente ridistribuzione della ricchezza sul nostro territorio.
Inoltre, favorire un turismo nautico e costiero di prossimità, fatto prevalentemente di italiani, potrebbe avere una positiva ricaduta sulla circolarizzazione delle risorse economiche, riversate sul territorio nazionale. Lo stesso potrebbe valere per la Regione Lazio, specie sulla scorta della interessantissima proposta dell’Assessore regionale al Turismo della Regione Sicilia che ha per oggetto la creazione di pacchetti turistici gratuiti, in favore degli italiani che vorranno scegliere la Sicilia come destinazione ideale delle prossime vacanze estive. Sul punto, il Collega Avv. Andrea Ciulla, Presidente di Assonautica Palermo, sta discutendo in queste ore sulla possibilità di estendere gli incentivi circa l’offerta gratuita delle spese di viaggio e di pernottamento presso le strutture ricettive siciliane, anche al settore del charter nautico. E viene naturale aggiungere che sarebbe necessario e conseguente prevederne anche l’estensione alla portualità turistica, al fine di incentivare e agevolare ulteriormente i diportisti, proprio in un’ottica di sistema. 
A tale riguardo, si sottolinea, ancora, l’opportunità se non addirittura la necessità di promuovere e sostenere il piano strategico di Assonautica Italiana Unioncamere per la creazione della Rete dei Porti italiani, già avviato nella Regione Puglia come pilota nel corso del 2019 e pronto per essere finalmente replicato nella Regione Lazio, che proprio Assonautica Acque Interne Lazio e Tevere, in collaborazione con le sezioni provinciali interessate, aveva già programmato di inaugurare in data 9-10 maggio in occasione del prossimo Appia Day 2020, giustamente rinviato, con il collegamento tra Roma e Brindisi Via Appia e via Mare, per un turismo alternativo e sostenibile. La Rete dei Porti del Lazio, intesa come sistema integrato di gestione dei flussi e dei servizi erogati potrebbe finalmente rappresentare l’occasione di rendere omogenee tariffe e condizioni lungo tutta la costa laziale, comprese le foci fluviali anzidette. Ma, soprattutto, potrebbe consentire di adottare misure standard idonee al fine di garantire a tutti gli stessi livelli di sicurezza sanitaria delle strutture, al personale dipendente, agli operatori del comparto, agli armatori, diportisti, utenti e turisti, così a bordo come pure sulla banchina in porto, di concerto con le Autorità competenti e con gli Enti locali territoriali di riferimento, ai quali pure si chiede il ripristino degli scivoli pubblici di alaggio e varo dei piccoli natanti, per rilanciare la nautica popolare consentendo nuovamente il libero accesso al mare! 
Tutti gli aspetti sopra considerati sono assolutamente collegati, complementari e concorrenti tra loro nell’ottica di una ripresa graduale, omogenea ed efficace dell’intero comparto della nautica da diporto, del turismo nautico e dell’economia del mare e delle acque interne della nostra Regione. In tale direzione si stanno già muovendo a livello nazionale tutte le Assonautiche d’Italia, a cominciare da Venezia, Taranto, Brindisi, Palermo, Nord Sardegna, Romana, Latina, Viterbo, Frosinone, Pescara, Acque Interne Veneto Emilia, Piemonte e Valle d’Aosta, Lombardia e a seguire tutte le altre. Presso le oltre 50 sezioni territoriali provinciali e regionali e allo “Sportello Legale di Assonautica Italiana”, di recente istituito proprio per far fronte all’emergenza Covid- 19, riceviamo quotidianamente il grido di allarme delle nostre imprese con centinaia di richieste dei nostri iscritti operatori, armatori e diportisti, di poter tornare in mare, indice questo di una comprensibile frustrazione delle persone attualmente in ansia e in tensione, per giunta ad elevato rischio di depressione, che stanno ricevendo il massimo sostegno anche da parte de “Il Faro Psicologico di Assonautica Italiana”. 
Per tutte le ragioni sin qui esposte, insistendo sul carattere d’isolamento naturale della pratica nautica e sulla oggettiva impossibilità che tale pratica possa costituire fonte di contagio per la sua stessa natura, pur rinnovando il vivo apprezzamento e ringraziamento per quanto già disposto con le citate Ordinanze del 15 e 17 aprile u.s., sono a chiederVi, anche a nome di tutte le sezioni territoriali della Regione Lazio e del sistema di Assonautica Italiana Unioncamere, di attivarVi, per quanto di Vostra competenza, al fine di permettere a tutte le imprese della filiera della nautica da diporto, agli armatori e diportisti di Roma e del Lazio e ai loro familiari di poter riprendere l’attività nautica, anche attraverso il servizio offerto dalle società di charter nautico, entro la fine del corrente mese di aprile, sempre nell’ottica della maggior tutela della salute e della incolumità pubblica. 
Nella speranza che questi miei, e nostri, suggerimenti possano trovare pronta risposta, rimango a Vostra completa disposizione per tutto quanto possa occorrere e confermo che, ove la Regione Lazio abbia già provveduto ovvero intenda provvedere alla istituzione di tavoli tecnici finalizzati alla programmazione della ripresa economica per uscire dalla crisi pandemica Covid-19, l’Assonautica Acque Interne Lazio e Tevere, che mi onoro di rappresentare, potrà fornire il proprio contributo, per concordare un nuovo piano regionale di sviluppo della nautica da diporto, del turismo nautico e delle acque interne, confidando nella piena collaborazione dei professionisti che compongono il nostro Consiglio direttivo e il nostro Comitato Tecnico Scientifico, unitamente ai Colleghi e ai professionisti delle altre sezioni territoriali provinciali del Lazio. 
Fiducioso di un Vostro cortese cenno di riscontro, ringrazio per l’attenzione e proprio nel giorno della ricorrenza della fondazione di Roma, che festeggiamo come il Natale di Roma, rammento a tutti Noi la positiva esortazione del nostro grande autore latino Orazio, in una delle sue Odi più celebri, “Domani torneremo a navigare l’immenso mare”. E con questo rassicurante auspicio porgo, a tutti Voi, i miei più cordiali saluti. 
Buon vento e a presto!

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