Ordinanza della Regione, Federcuochi sul limite di invitati per feste e cerimonie: “Decisione folle”

Limitare a 20 i partecipanti alle feste private è una delle misure disposte con il provvedimento della regione. Le parole di Alessandro Circiello, portavoce Federcuochi Italia e presidente della FIC Lazio

"La decisione di fissare a 20 il numero massimo di persone per feste e cerimonie religiose è pura follia”: queste le parole di Alessandro Circiello, portavoce Federcuochi Italia e presidente della FIC Lazio che commenta l'ordinanza del Regione Lazio di ieri per la provincia di Latina, emanata in conseguenza dell’aumento dei contagi da coronavirus registrati negli ultimi giorni nel territorio pontino.

Tra le misure previste anche quella di limitare ad un massimo di 20 persone i partecipanti alle feste private, anche conseguenti a cerimonie religiose. “Al di là della assurda tempistica di un'ordinanza che nel giro di poche ore di fatto costringe ad annullare tutte le feste e le cerimonie in programma già dal giorno seguente, è pura follia estendere tale provvedimento indistintamente a tutte le strutture. I locali che ospitano feste, matrimoni, battesimi, ecc. sono sempre di grandi dimensioni e possono pertanto assicurare il giusto distanziamento sociale per un numero di persone sicuramente molto maggiore, come stabilito nel decreto del Presidente Conte. Pensare poi di limitare a 4 le persone che possono sedere insieme al ristorante mi sembra illogico, poiché se viene osservata la giusta distanza tra tutti i commensali questo limite risulta superfluo.

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In queste ore migliaia di ristoratori, gestori di bar e albergatori della provincia di Latina saranno costretti a mandare al macero quintali di materie prime già acquistate per il fine settimana. Non solo resteranno senza incassi ma avranno comunque l'onere di pagare il personale. Quale scienziato - conclude Circiello - ha tirato fuori dal suo magico cappello questa geniale disposizione?".

La replica della Asl

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