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Cassa integrazione in deroga: oltre 10mila domande nel sud del Lazio, a Latina 5.800

I dati emersi da uno studio della Uil di Latina e Frosinone. Ma i numeri sono destinati a crescere ancora

Oltre 10mila le domande di cassa integrazione in deroga provenienti dal sud del Lazio, una cifra destinata a crescere ancora nei prossimi giorni. Il dato emerge dallo studio dei segretari della Uil di Latina e di Frosinone, Luigi Garullo e Anita Tarquini, sull’ammortizzatore sociale previsto dal decreto Cura Italia per i lavoratori e lavoratrici delle aziende considerate non essenziali e che per questo hanno sospeso l’attività produttiva a causa dall'emergenza sanitaria.

Le domande nei territori di Latina e Frosinone

“Elaborando i dati - spiegano Garullo e Tarquini - scopriamo che le nostre province contribuiscono per il 17% al totale delle domande di cassa integrazione in deroga provenienti da tutto il Lazio.  Dopo Roma e la sua provincia, che assorbe da sola quasi il 76%delle richieste, i territori di Latina e Frosinone distanziano l’area nord del Lazio, che tra Rieti e Viterbo totalizza il 7 per cento delle istanze regionali. In termini assoluti nel territorio pontino sono più di 5.800 le richieste per questo ammortizzatore sociale, pari al 9,3% del totale. Mentre in Ciociaria il numero supera le 4600 unità, con una percentuale pari al 7,4”.

Fasce di età e settori più coinvolti

“Allargando lo sguardo all’intera regione - proseguono i due segretari della Uil - le istanze per accedere a questo ammortizzatore sociale sono oltre 62mila, circa 36milioni le ore dichiarate, oltre 160mila i lavoratori coinvolti. Quelle al momento autorizzate superano le 32mila unità, con un impegno di spesa di 144milioni di euro e con 77mila i lavoratori che hanno avuto dagli enti preposti il semaforo verde. A far ricorso a questo ammortizzatore sociale sono soprattutto le imprese con meno di cinque dipendenti (93 per cento dei casi), solo una minima parte quelle che hanno tra le fila da sei a dieci lavoratori (5,1 per cento). E poi ancora: dai 26 ai 35 e dai 36 ai 45 anni le fasce di età più coinvolte. Le attività di alloggio e ristorazione (22,1%), il commercio all’ingrosso, quello al dettaglio e le officine di riparazioni auto e moto (27,5 per cento) i settori più interessati”.

“Il necessario lockdown sta assicurando il contenimento del virus e sta tutelando la salute della collettività - concludono i due esponenti sindacali - ma quando questa brutta pagina sarà definitivamente voltata, quando si tornerà gradualmente alla vita di prima, servirà il contributo di tutti per studiare e mettere in campo misure straordinarie e innovative che risollevino l’economia e che assicurino lavoro dignitoso per gli uomini e le donne dei nostri territori. Adesso però è il momento dell’emergenza. In periodi straordinari occorrono sforzi straordinari. Per questo siamo impegnati affinché tutte le domande di cassa integrazione concludano rapidamente il loro iter e che i lavoratori coinvolti possano beneficiare al più presto del sostegno al reddito previsto dalle leggi”. “Purtroppo - commenta  ancora Garullo - soprattutto per quanto riguarda l’Inps di Latina, sotto l’aspetto della lavorazione delle pratiche e conseguentemente dei pagamenti, si scontano maggiori problemi dovuti ai contagi Covid 19 che hanno interessato la sede del capoluogo, ora è necessario che l’Inps di Latina si riorganizzi al meglio, immediatamente, per dare quelle risposte che lavoratori e imprese si aspettano". 

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