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Imprese allo stremo, Confcommercio chiede ad Acqualatina una riduzione dei costi

In una lettera il presidente Giovanni Acampora avanza la richiesta di fatturare solo il reale consumo al netto di canoni fissi

Una riduzione dei costi dell'acqua per le imprese della provincia pontina. A chiederla è la Confcommercio Lazio Sud, per voce del suo presidente Giovanni Acampora. In una lettera indirizzata ai vertici della società idrica, al presidente della Provincia Carlo Medici e ai sindaci, si chiede che vengano fatturati alle imprese solo i costi del reale consumo dell'acqua, al netto di costi e canoni fissi normalmente presenti nelle bollette.

"La crisi sanitaria generata dal Covid 19, come è noto, ha imposto una chiusura praticamente totale delle p.m.i, in provincia di Latina, come su tutto il territorio nazionale - si legge - Una chiusura che ha prodotto gravi danni economici che influenzeranno anche la fase di riapertura e riavvio delle attività. In relazione al contesto venutosi a creare, Confcommercio Lazio Sud, con tutte le sue strutture territoriali e i suoi sindacati di categoria, ritiene necessario chiedere alla vostra società di applicare una riduzione dei costi a favore delle imprese. Chiediamo infatti che, per tutto il periodo di chiusura e per i sei mesi successivi alle riaperture scaglionate, previste per la cosiddetta fase 2, vengano da voi fatturati alle imprese solo i costi del reale consumo dell'acqua.  Cosi come per la riduzione dei tributi locali e non, si tratterebbe di una misura a supporto delle imprese per un rilancio progressivo, ma indispensabile per tutto il sistema socio-economico".

"In questo drammatico periodo - continua la lettera di Confcommercio - l’accoglimento di queste richieste, rappresenta un atto dovuto per il bene della comunità imprenditoriale: è lapalissiano, infatti, il gravissimo impatto economico-finanziario subìto da tutte le aziende, cuore della associazione che rappresento, private, improvvisamente, di ogni forma di ricavo e di sostentamento imprenditoriale. Ci saranno aziende ed esercizi commerciali che non ripartiranno, e quelli che avranno la forza di farlo dovranno essere pienamente supportati dalle istituzioni e dagli enti di gestione delle utenze, quale Acqualatina, in quanto avranno incassi assolutamente insufficienti per far fronte a tutti i costi, incluse le bollette idriche. Dunque, questo è il momento di venire incontro alle esigenze della utenza imprenditoriale; è questo il momento di dimostrare senso di comunità, di responsabilità e vicinanza al territorio anche in relazione al rapporto ormai ventennale con tutta la cittadinanza. L’invito è ad una visione comune e responsabile dell’emergenza, anche nell’ottica del mancato consumo di ogni tipo di energia, e soprattutto quella idrica per gli operatori del settore commercio". 

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