Crisi del settore vitivinicolo: audizione di Aspal in Commissione agricoltura in Regione

Al centro la problematica del crollo del prezzo delle uve da vino nel territorio laziale

Il delicato tema della crisi del settore vitivinicolo al centro dell’audizione di Aspal in Commissione Agricoltura della Regione Lazio che si è tenuta lo scorso 20 giugno. Un incontro che Aspal aveva chiesto da mesi, nella ultima sua assemblea del 19 dicembre 2018, a Velletri. In quell’occasione il direttivo consegnò un documento ad alcuni membri della Commissione Agricoltura della Regione e del Senato, presenti in assemblea con alcune rivendicazioni importanti, tra le quali quella di affrontare in Regione, e precisamente in Commissione, la problematica del crollo del prezzo delle uve da vino nel territorio laziale. 

All’audizione hanno preso parte le principali cantine private del territorio laziale, oltre alla confederazione italiana agricoltori ed ovviamente all’Aspal Lazio, rappresentata dal presidente Stefano Giammatteo, dal suo vice Fabio Caponecchi e dal consigliere Remo Bagaglini. Il presidente della commissione agricoltura, Valerio Novelli, insieme al consigliere Eugenio Patanè, hanno presentato l’audizione, ringraziando tutti i presenti, dando subito la parola al presidente Giammatteo per ascoltare la voce degli agricoltori che sono i principali attori della filiera vitivinicola, ma anche quelli più colpiti dalla crisi del settore. 

Proprio per questo motivo, il presidente dell’Aspal ha iniziato il suo intervento ricordando alla commissione le migliaia di ettari di superficie vitata che si sono perse all’ interno della regione da dieci anni a questa parte, con conseguente spostamento di moltissimi ettari di quote che dal Lazio sono traslocate al nord Italia. Questa emorragia, ha continuato Giammatteo, “è stata causata principalmente dal crollo del prezzo delle uve, ed ancor più dal fallimento di tutte le cantine sociali cooperative più importanti del territorio con conseguente perdita di reddito per molti operatori del settore agricolo, ma anche perdita di una identità culturale, che ci ha sempre contraddistinto negli anni passati, come zona di pregio di uve e vini di un certo livello”.

La proposta che l’Aspal ha messo sul tavolo della Commissione, è quella di impegnare tutto il Xonsiglio regionale del Lazio di concretizzare, a breve, un vero progetto di valorizzazione dei vini del Lazio, sotto un unico marchio regionale e non con venti o trenta marchi che si fanno concorrenza tra di loro. Oltre a questo, ha concluso il presidente dell’Aspal “sarebbe opportuno coinvolgere al prossimo incontro sia i comuni vitivinicoli del nostro territorio che l’Arsial per poter tutti insieme ragionare, su un nuovo progetto di cooperazione che tenga conto degli errori del passato, che possa ridare reddito e maggior fiducia a tutti i viticoltori della nostra regione, ormai delusi e indebitati per colpa di questa persistente crisi settoriale, purtroppo non solo nella filiera vitivinicola, ma in tutti i comparti agricoli”.     

Anche le cantine private presenti all’incontro hanno spiegato le loro ragioni e le loro difficoltà in merito a questa filiera vitivinicola, evidenziando la scarsa competitività delle nostre uve e dei nostri vini in questo mercato sempre più globale, dando la loro piena disponibilità, a qualsiasi iniziativa o nuovi incontri da parte della commissione agricoltura della regione Lazio. 

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Il presidente della Commissione Agricoltura ha garantito che ci saranno sicuramente altri incontri in per approfondire la problematica riguardante la filiera vitivinicola con l’obiettivo di trovare al più presto delle soluzioni utili agli operatori del settore.    

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