Estrusione Italia, sit-in dei 91 operai in attesa del tavolo sindacale

Dopo due procedure di mobilità e i contratti di solidarietà, lo stabilimento di Sezze scalo è fermo da dicembre. In serata l'incontro in Prefettura tra i sindacati e i vertici dell'azienda bresciana

Lo stabilimento della Estrusioni Italia, sulla regionale Monti Lepini, presidiato dagli operai e dalle bandiere della Fiom

La produzione di profilati d’alluminio dello stabilimento di Sezze scalo è bloccata dalla prima settimana di dicembre. Da allora i 91 operai della Estrusione Italia sono fermi: una cassa integrazione a zero ore, dopo due procedure di mobilità. La crisi economica che si sta abbattendo come una scure sul settore industriale sembra continuare a non offrire vie d’uscita.

I lavoratori della sede setina dell’azienda bresciana da martedì sera si sono costituiti in presidio davanti ai cancelli della fabbrica, desolatamente inattiva da due mesi. Cercano di capire quale destino li aspetti: gli ammortizzatori sociali o il rilancio dell’azienda. Appare molto più improbabile la seconda via, che sarebbe da percorrere contromano rispetto a una crisi che sta attanagliando anche il comparto dell’alluminio.

“Non ci accontentiamo degli ammortizzatori sociali, perché quelli ci spetterebbero comunque” spiega Tiziano Maronna, segretario provinciale della Fiom-Cgil, che sta seguendo la vertenza. “Vogliamo capire dalla proprietà - prosegue - quali sono le prospettive dello stabilimento di Sezze”. La Estrusione Italia possiede altre due sedi produttive ancora attive a Brescia e Buccino (Salerno).

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In attesa dell'apertura di una trattativa presso il ministero del lavoro, i vertici dell'azienda bresciana e le rappresentanze sindacali si incontreranno nel tardo pomeriggio di oggi presso la Prefettura di Latina. La Fiom chiede alla proprietà la stesura di un chiaro piano industriale per cercare di individuare le prospettive dei 91 operai di Sezze. Intanto i lavoratori restano in assemblea permanente e sono pronti a nuove azioni di protesta.

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