Settore del latte in crisi nera, Coldiretti: “Agricoltori al collasso”

La denuncia della confederazione; per il direttore Viola, l'allarmante situazione "mostra sempre più evidente la distorsione di un mercato che continua a penalizzare gli allevatori"

Il settore del latte è in crisi profonda. Questa è la denuncia della Coldiretti che in questi giorni è impegnata in una serie di assemblee informative in tutta la provincia. Dopo i primi due incontri che si sono tenuti nei giorni scorsi a Borgo Hermada, è in programma ora una nuova riunione sempre nella sede dell’Ufficio Zona Coldiretti nella frazione di Terracina.

“Gli aumenti delle materia prime, dal mais alla soia, unite a quelli del gasolio – spiega il direttore della Coldiretti di Latina, Saverio Viola, – non permettono alle imprese di continuare a tollerare l’attuale situazione che mostra sempre più evidente la distorsione di un mercato che continua a penalizzare gli allevatori”.

Ancora in evidenza per Coldiretti il fatto “che mentre i dati relativi al consumo fanno registrare continui incrementi pure a doppia cifra, ai produttori arrivano pochi centesimi (0,38 quando va bene) mentre alla vendita il prodotto supera in media 1 euro e 60”.

“Gli imprenditori agricoli sono ormai al collasso – continua Viola – anche per questo Coldiretti ancora una volta si sta facendo promotrice di una azione pragmatica che è ormai giunta al giro di boa. Si tratta di prendere esempio da altri rinnovi contrattuali avvenuti nei mesi scorsi in altre regioni, nei quali si è prevista l’indicizzazione del prezzo. Inoltre dobbiamo assolutamente sollecitare l’avvio, dopo le rassicurazioni avute a metà luglio, in Campidoglio a Roma dal sindaco Alemanno, di tutte le fasi utili a concretizzare l’entrata nell’azionariato della Centrale del Latte da parte degli allevatori laziali. Solo così si potrà concretamente far partire una nuova stagione per il settore lattiero caseario non solo della nostra provincia ma dell’intera regione dove, è bene ricordarlo, i dati del latte consumato, sono oggi esattamente il doppio di quello realmente prodotto e pongono quindi riflessioni circa la provenienza e le caratteristiche del prodotto”.

Coldiretti Latina nei prossimi giorni investirà in modo ufficiale del problema il Prefetto di Latina. “Siamo certi – ha detto il presidente di Coldiretti Latina Carlo Crocetti – che come avvenuto in passato il rappresentante del Governo sarà sensibile alle nostre sollecitazioni garantendo, per quanto potrà, tutto il supporto necessario. Il ruolo strategico del settore non potrà essere mortificato da atteggiamenti di chiusura da parte di quanti ritirano il prodotto che, pensando sempre e solo alla propria remunerazione, lasciano le briciole ai produttori che con passione, sacrificio e abnegazione garantiscono un prodotto di qualità tutto l’anno”.

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Data la gravità della situazione, ed al fine di fare chiarezza sulle reali motivazioni dello stato di agitazione, “che – come spiega la Coldiretti - non sono solo di carattere economico, e basterebbero soltanto queste per giustificare il malcontento degli allevatori, in quanto trattasi della loro sopravvivenza, ma anche di carattere informativo quanto a tracciabilità e provenienza dei prodotti lattiero caseari che arrivano sulle nostre tavole con marchi che spesso inducono a far ritenere che siano produzioni locali, Coldiretti in queste ore sta inoltre provvedendo a coinvolgere sul territorio regionale i sindaci dei Comuni maggiormente interessati al comparto zootecnico, nonché i consumatori”.

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