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Crisi, raddoppiano i disoccupati in 5 anni: quasi 40mila senza lavoro

Rapporto della Uil che mette a confronto i dati del 2008 con quelli del 2013; la disoccupazione passa dall'8,5 al 16%. Crolla anche l'occupazione giovanile. Garullo: "Quadro agghiacciante per la nostra provincia"

Raddoppia in cinque anni il numero dei disoccupati nella provincia pontina, così come raddoppia il tasso della disoccupazione giovanile.

Sono questi alcuni dei numeri emersi dal rapporto curato dal Servizio Politiche Territoriali e del Lavoro della Uil “No Pil? No Job” che interessano il territorio pontino e mettono a confronto i dati del 2008 e del 2013 relativi al mercato del lavoro, agli ammortizzatori sociali e al reddito dei lavoratori dipendenti e assimilati.

“Come già evidenziato qualche giorno fa dal sole 24 ore – commenta Luigi Garullo Segretario Generale Uil Latina – siamo sul fronte del lavoro e dell’economia, in una situazione difficilissima, e i dati ufficiali elaborati dalla Uil Nazionale su fonte Istat in questo maxi rapporto che fotografa anche gli indici di sofferenza, fanno emergere un quadro agghiacciante di come la situazione sia precipitata”

I DATI - “Partiamo da alcuni dati fondamentali – aggiunge come un fiume in piena Luigi Garullo – i disoccupati in provincia di Latina nel 2008 erano 19.000, si attestano intorno alle 24.000 unità negli anni 2009, 2010, 2011 e la situazione precipita nel 2012 con 33.000 disoccupati e addirittura 38.000 nel 2013, mentre il tasso di occupazione giovanile passa dal 25,8 del 2008 al 13,9 del 2013 con un crollo pauroso, ed anche il tasso di occupazione totale passa dal 54,5% del 2008 al 51,9% del 2013”. Il tasso totale di disoccupazione ufficiale mette in evidenza, dunque, una situazione allarmante passando dall’8,5% del 2008, al 10,9% nel 2009, 10,6% nel 2010, al 9,8% nel 2011, 13,9% nel 2012, fino al crollo del 2013 con punte del 16% nel 2013, contro il 12,3% del Lazio e il 12,2% nazionale”.

La Cassa Integrazione Guadagni totale ha una progressione impressionante in riferimento alle ore autorizzate – evidenzia ancora Garullo – 1.288.534 ore nel 2008, 2.854.828 ore nel 2009, 5.537.769 ore nel 2010, 6.384.833 ore nel 2011, 7.553236 ore nel 2012, ed infine il record di 8.255,745 ore nel 2013, con stime di peggioramento per il 2014.

I SETTORI PIU’ COLPITI - Fra i settori maggiormente colpiti vi è l’industria, ma – continua Garullo – non viene risparmiata l’edilizia che passa dalle 85.921 ore del 2008 alle 810.014 ore del 2013, dunque dieci volte di più, ma anche l’artigianato che tradizionalmente reggeva agli urti della crisi, passa dalle zero ore del 2008 alle 180.959 del 2013. In totale – ribadisce Garullo – si passa dai 632 lavoratori complessivamente salvaguardati dalla cig nel 2008, ai 4.047 del 2013”.

“Infine – precisa Garullo – ci sono gli indici di sofferenza, rispetto ai quali fatto 100 l’indice medio Italia, vediamo che l’indice di sofferenza mercato del lavoro è per Latina pari a 113,4 (99,2 Lazio) , mentre l’indice di sofferenza delle attività produttive è pari a 99,9 contro 73,5 del Lazio, mentre l’indice di sofferenza reddituale è pari a115,7 contro 88 della media Lazioed infine l’indice di sofferenza occupazionale è pari a 110,7 contro 92,2 della media Lazio”.

I COMMENTI - “Seppur va anche detto che il sistema economico produttivo di Latina è però ricco di eccellenze che hanno in se un importante potenziale di espansione  – aggiunge Garullo – va anche detto senza mezzi termini che con un quadro di dati ufficiali così impietoso, la Regione Lazio ed il Presidente Zingaretti dovranno ora prendere atto con decisione che Latina necessità con immediatezza e urgenza di misure ad hoc capaci di innescare e sostenere un rilancio, ed è per questo che Cgil, Cisl e Uil di Latina, unitamente ai consiglieri regionali pontini, hanno portato sul tavolo regionale appena costituito proposte concrete, ora la palla – conclude Garullo – è sul piede della regione, che si assumerà la responsabilità di accontentarsi di fare gioco, o di tentare il gol”.

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