L’allarme della Coldiretti: il 70% delle famiglie risparmia a tavola

Ridotti i consumi modificando qualità e quantità dei prodotti acquistati; il carrello della spesa dei pontini si è svuotato anche dei prodotti base

Bandiere della Coldiretti

Tagli sia sulla quantità che sulla qualità dei prodotti acquistati. Questo la drammatica realtà che mette in luce la Coldiretti di Latina analizzando i dati sul commercio al dettaglio relativi al mese di febbraio 2013 divulgati dall’Istat.

In provincia di Larina, a causa della spending review e del crollo del potere di acquisto, ben sette famiglie su dieci, (71%), sono state costrette a modificare la qualità e la quantità dei prodotti. I dati dell’Istat evidenziano un calo complessivo del 4% delle vendite alimentari rispetto allo scorso anno. La diminuzione riguarda tutte le categorie, dagli ipermercati (-5,3%) ai supermercati (-3,9%), ai piccoli negozi (-6,5%), fino persino ai discount, che fanno segnare un -0,1%.

“Il risultato è che - sottolinea Saverio Viola, direttore della Coldiretti di Latina - il carrello della spesa dei pontini si è svuotato anche dei prodotti base per l’alimentazione con un calo delle quantità acquistate che va dalla frutta (-4 per cento) agli ortaggi (-3 per cento) fino alla carne bovina che registra un calo delle macellazioni del 7 per cento nel primo trimestre nel 2013”.

“A preoccupare – continua Viola che ha esaminato anche i dati dei mercati di Campagna Amica della organizzazione  - è anche il peggioramento della qualità dei prodotti alimentari acquistati per l’aumento della presenza di cibi low cost  realizzati con ingredienti di bassa qualità.  Oltre un certo limite – aggiunge Viola  - sul cibo non è possibile risparmiare se non si vuole mettere a rischio la salute  Quello della carne di cavallo spacciata per manzo in piatti pronti, ragù e surgelati è un esempio eclatante di una truffa globale sul cibo determinata dal tentativo di comprimere oltre ogni limite i costi come pure è sospetta l’offerta di bottiglie di olio di oliva extravergine a prezzi che non riescono nemmeno a coprire il costo di raccolta delle olive”.

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“Il pericolo - secondo il direttore della Coldiretti -, riguarda anche il fatto che l'Italia è un forte importatore di prodotti alimentari, con il rischio concreto che nei cibi in vendita vengano utilizzati ingredienti di diversa qualità come il concentrato di pomodoro cinese, l'extravergine tunisino, la cagliata di latte della Lituania o il prosciutto olandese spacciato per nazionale. Anche per questo Coldiretti a Latina, nel Lazio e nel resto del Paese continua a battersi per la rintracciabilità di tutte le produzioni nel solco del progetto della filiera agricola tutta locale”.

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